Dopo l’opposizione consiliare Tocca alla Rocca, sulla questione tasse la maggioranza di Carla Amici si trova ad incassare un’altra critica, proveniente stavolta dal portavoce di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale di Roccagorga Mario Romanzi. In una nota Romanzi sottolinea: “L’amministrazione Amici si pone nel solco del governo Renzi. Un’amministrazione delle tasse e degli spot. Tutto ciò viene in mente se si leggono attentamente le delibere 31 e 32 dell’ultimo consiglio comunale che hanno ad oggetto l’istituzione della tassa IUC, la quale comprende l’IMU, la TASI e la TARI, e infine l’approvazione delle aliquote TASI”. L’analisi prosegue: “In una situazione di crisi, come quella attuale, decidere importanti aspetti che andranno a gravare sulle tasche dei cittadini senza avere un quadro chiaro dei conti pubblici non rappresenta di certo la situazione migliore nel quale adottare criteri equi nel settore tributario. Continua a latitare il bilancio consuntivo dell’Azienda Vola. Un dettaglio non indifferente se si considera il trend negativo dei conti delle municipalizzate. Le perplessità aumentano con la decisone di stabilire l’aliquota massima del tributo TASI (2,5 per mille). Una specialità tutta rocchigiana quella di avere aliquote massime, infatti il 2,5 per mille della TASI si trova in compagnia dello 0,8 dell’IRPEF. La giustificazione di un’aliquota cosi elevata la maggioranza l’ha ravvisata nella possibilità di effettuare riduzione ed esenzioni”. La critica di FI-AN si avvicina a quella di Tocca alla Rocca del PD antagonista Scacchetti: “Nonostante le solite premesse rosee non mi pare di vedere un’effettiva volontà di venire incontro ai cittadini considerando l’esenzione soltanto per coloro che non raggiungono i 7500 euro annui di reddito, anche perché sono stati bocciati gli emendamenti per aumentare tale livello fino a 10000 euro”. Poi invece prende una piega tutta propria: “Sempre nell’ottica di una giustizia sociale non capisco come non si siano riusciti a creare degli sgravi fiscali per le famiglie che hanno deciso di investire sui propri figli iscrivendoli nelle università. Un’occasione persa visto che si sente parlare molto spesso di scuola e futuro e non si fa nulla per incoraggiare lo studio in questi tempi difficili. Insomma nulla di diverso da quanto accade a livello nazionale, dove invece di stimolare la crescita abbassando l’elevata pressione fiscale (anche qui punte massime) si continua a vessare il popolo ammaliato dalle continue promesse”.
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