Il problema del bicchiere mezzo vuoto o mezzo o pieno è uno dei più antichi del mondo e come lo giri trova continuamente in contesti ampi ma anche in quelli più particolari. Traslandolo, raffigura il dilemma dell’interpretazione dei fatti e così la movida notturna, vista come una mano santa dai gestori dei locali, considerata come una normale valvola di relax e divertimento dai fruitori, diventa invece una condanna oltraggiosa e molesta per i residenti. Succede dappertutto e succede pure a Sezze dove gli abitanti di Piazza dei Leoni e dei dintorni, la zona con più alta concentrazione di locali notturni, lamentano che i schiamazzi della movida notturna non permettono loro di dormire. Ancora una volta il muro contro muro corre sul web, sui gruppo Sei di Sezze dove la posizione dei residenti è palese e sintetica: “Permettere di assordare la gente con musica ad alto volume fino alle tre di notte, di abbottarsi di birra e ridistribuirla in forma di liquido organico negli androni dei palazzi non è proprio quello che si chiama rivitalizzare il centro storico. Le autorità e l’amministrazione dovrebbero fare qualcosa”. La risposta di quelli che fanno festa è altrettanto palese anche se, sulla censura delle ‘effusioni liquide’ in zone diverse dai bagni è comune. Una delle argomentazioni più articolate recita: “Reclamare su tutto e scoraggiare ad oltranza qualsiasi iniziativa, nel corso degli anni ha portato il centro storico a spegnersi, trasformandolo in dormitorio con le case in affitto agli stranieri. Molti setini si sono trasferiti altrove lasciando il centro al degrado”. C’è chi prova a trovare un sintesi sostenendo che la soglia di tolleranza in estate dovrebbe alzarsi per permettere anche agli esercenti di sopravvivere. Così c’è pure chi sostiene le ragioni degli studenti festaioli affermando che Sezze già offre poco ai ragazzi che è giusto cerchino divertimento in attesa di riprendere gli studi a settembre. Divertimento si, ma nel rispetto degli altri, nei tempi e nei luoghi previsti controbattono i conservatori che si battono che per il diritto al sonno che pure lasciano aperta la porta sottolineando che, al solito, sono gli abusi a fare male, quando si superano certi orari e certi volumi con una certa frequenza. Il compromesso di musica fino a mezzanotte, con qualche strappo ogni tanto rientrerebbe nella normale tolleranza. Il superamento a oltranza di un orario decente è solo ingiustificata e prepotente maleducazione. Ancora una volta dunque, la via di mezzo tra due posizioni altrimenti insanabili, pare quella del buon senso. Si muoveranno i passi necessari da una parte e dall’altra? Magari mettendoci pure uno zampino le forze dell’ordine…
Luca Morazzano
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