“Una grande presa in giro: è questo la Casa della Salute di Sezze”. Non usano mezzi termini i responsabili del Movimento Libero Iniziativa Sociale, che in una nota sulla struttura sanitaria setina affermando: “Come dovrebbero reagire i cittadini di fronte ad una affermazione del tipo “14 medici di famiglia hanno deciso di aprire dal 1° settembre la Casa della Salute”? E’ l’ormai super agitata Antonia Brandolini a dare questa non notizia, tramite un ennesimo comunicato. Ma non era già stata inaugurata in almeno un altro paio di occasioni? La realtà – spiegano dal Mlis – è che nessuno si è reso conto di una qualche novità di segno positivo in tema di Sanità locale, dalla prima inaugurazione, effettuata alla presenza del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, ad oggi. La Brandolini di tale fallimento è responsabile in prima persona, non solo in qualità di medico, ma soprattutto come amministratrice locale, eletta in una lista di sostegno al sindaco Andrea Campoli, e come consigliere comunale che ha appoggiato un comitato che pareva volesse impegnarsi per la riapertura dell’Ospedale Civile San Carlo. Salvo poi accontentarsi, chissà perché, di questa presa per i fondelli chiamata Casa della Salute. La verità – prosegue la nota del gruppo politico setino – come ben sa Zingaretti e chi sta favorendo, anche con un interessato silenzio, le sue politiche regionali in materia sanitaria, è che queste strutture, che si vorrebbero far passare come panacea di fallimenti indotti e studiati a tavolino al fine di rendere non competitiva la sanità pubblica, in realtà sono niente. Rappresentano solo un velo sollevato da tutte le forze politiche presenti in consiglio regionale, da Forza Italia al M5S passando per il PD, nel tentativo di celare una triste verità: si stanno favorendo in tutti i modi possibili ed immaginabili quelle cricche e consorterie affaristiche che nella Sanità vedono solo un grande business nel quale stanno investendo privatamente. In questa situazione vergognosa il cittadino si trova a pagare la sanità tre volte: contribuendo con le tasse a mantenere il carrozzone della Sanità pubblica come se funzionasse, con i tickets, con le convenzioni alla sanità privata. E questo cittadino che paga, con la chiusura degli ospedali e l’apertura delle Case della Salute che cosa sta guadagnando? Niente. Lo hanno ben capito i cittadini di Amatrice che, giustamente, stanno chiedendo di andarsene dalla regione Lazio, per sfuggire alle “logiche” politiche che vorrebbero imporre la chiusura del locale ospedale e la sua sostituzione con una Casa della Salute. A Sezze invece – conclude la nota – il ruolo che stanno assumendo certi politici è quello di cercare di indorare il più possibile la pillola. Del tutto funzionali alle politiche sanitarie regionali, si prestano a questi sporchi giochi. Cercando di far dimenticare che Sezze ha avuto un ospedale, costato fior di soldi pubblici, svenduto da una politica che ancora oggi continua ad essere la rovina della sanità pubblica”.
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