Il caso della discarica di eternit in via Cartamoneta, nella campagna setina in prossimità della Migliara 47 di certo non costituisce un caso nuovo, ma nonostante sia giù risaputo, resta ancora irrisolto a distanza di mesi dalle segnalazioni in consiglio comunale (ad opera del consigliere Roberto Reginaldi) e di quelle delle Guardie Ittiche EcoZoofile Vigiles Fipsas che a fine maggio avevano presentato un verbale sulle centinaia di lastre di eternit rinvenute, gettate senza alcuna autorizzazione o segnalazione. Poco vicino all’eternit ci sono pneumatici, carcasse di animali morti, buste e altri rifiuti non identificati oltre che guaine di cavi elettrici dai quali è stato estratto il rame. Le stesse guardie hanno mandato una comunicazione di quanto rinvenuto alla procura, alla Asl e all’Arpa e al Comune di Sezze. Da allora però la situazione di via Cartamoneta resta invariata e così, per cercare di dare una smossa ad una situazione che continua a costituire una seria minaccia ambientale, è arrivato l’esposto fatto dai Grillini di Sezze alle autorità competenti. Un esposto che parte proprio dalle segnalazioni precedenti: “Siamo costretti, come cittadini, per difendere il nostro territorio da reati ambientali, quasi all’autotutela, vista lo scarso controllo del vasto territorio setino sul quale una caserma dei Carabinieri diurna e una pattuglia della Polizia Municipale possono ben poco. Purtroppo chi ha abbandonato eternit in Via Cartamoneta l’ha fatta franca, non lo prenderanno mai. Ciò non significa, però, che noi cittadini possiamo e dobbiamo scusare un’amministrazione che da 5 mesi lascia macerare eternit (e una discarica a cielo aperto) in corsi d’acqua per irrigazione e a bordo strada dove il vento può, in ogni circostanza, fare il carico di polvere cancerogena e posarsi nei polmoni di chiunque stia in zona. E’ da aprile che è stato denunciata la presenza di materiale cancerogeno ed ancora giace là, alla mercé di tutti, vento compreso. E non sarà nemmeno un bel segnale per chi, sicuro di farla franca, continua a stuprare il nostro territorio in barba alla salute pubblica. Come la teoria della vetrina rotta ci insegna, chiunque si sentirà autorizzato a lasciare pneumatici, inerti, eternit, olii combustibili sicuri di non correre alcun rischio. Ecco perché il Comune si sarebbe dovuto immediatamente attivare per il ripristino. Invece no. E dobbiamo rivolgerci a chi ha più potere del Comune. Abbiamo spedito la missiva a tutti, Prefettura, Procura della Repubblica, Carabinieri Comando Provinciale e altri. Ora le carte ce l’hanno tutti, e invitiamo anche i Consiglieri (che fino ad ora non lo hanno fatto)a fare esposti se ravvisano reati”.
Luca Morazzano
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