Al di là dei numeri espressi riguardo le prestazioni offerte e i servizi attivi dalla direzione della ASL Latina, c’è chi sulla Casa della Salute di Sezze continua a nutrire dei dubbi. Una Casa della Salute che, come successo a ridosso di Ferragosto, registra periodi con uno 0 alla casella dei ricoveri e certamente non per la mancanza di pazienti o di malati visto che altrove (vedasi Pronto Soccorso di Latina) le richieste non mancano fino a creare vere e proprie scene di isteria per le lunghe attese. Sono senza dubbio positivi l’introduzione di nuovi servizi come il Sistema Escape che consente di effettuare l’accettazione e la regolarizzazione della ricetta (pagamento ticket, verifica esenzione) presso un unico sportello, mentre antecedentemente a tale data, gli utenti dovevano prima effettuare l’accettazione presso il Punto Prelievi e poi recarsi allo sportello per regolarizzare la ricetta ed è positivo che sono stati attivati due sportelli di accettazione/regolarizzazione, con evidente velocizzazione di tutte le operazioni. Alcuni esponenti del panorama politico setino però continuano a chiedere al sindaco Andrea Campoli di adoperarsi affinché la Casa della Salute di Sezze attivi tutti i servizi che contempla in modo veramente di sopperire alla richiesta di servizi e prestazioni lamentati dagli utenti che non sono solo setini, ma provengono da tutti i Monti Lepini. A tal proposito, la settimana prima di Ferragosto, una delegazione capitanata dai Cinque Stelle setini, ma comprendente anche due consiglieri comunali di opposizione, Serafino Di Palma e Antonia Brandolini, hanno fatto visita alla struttura di Pontecorvo, inaugurata poco dopo quella di Sezze per verificarne vizi e virtù. E da quanto espresso dalla stessa Brandolini, che nella vita fa il medico, la struttura setina perde la sfida: “Io credo fermamente nel progetto casa salute ed è per questo che sono andata a vedere come funziona la casa della salute di Pontecorvo. Siamo arrivati senza preavviso e alla porta abbiamo trovato una signora sorridente che ci ha dato informazioni e ci ha annunciato alla direzione. I miei colleghi medici sono già entrati nella casa della salute, se non è possibile scrivere con i computer scrivono a mano, indossano un camice e lavorano già sui percorsi per i pazienti cronici”. La Brandolini non si ferma alle prime constatazioni ma approfondisce anche sul clima differente che pervade la struttura a livello di rapporti con l’esterno: “Abbiamo conosciuto il coordinatore, una persona squisita, sorridente e pronto a darci spiegazioni carte alla mano. Il direttore, quando non è fisicamente presente lascia un suo facente funzione anche il sabato mattina. Nelle sale d’attesa i pazienti attendono sulle sedie, con degli schermi giganti per visualizzare i numeri per gli accessi”. La diagnostica: “C’è persino la TAC, letti per la degenza infermieristica 16 tutti occupati, due defibrillatori, CUP aperto mattina e pomeriggio. Il segreto è la voglia di dare, di costruire da parte di tutti ad iniziare dagli apicali che hanno avuto anche il coraggio di fare delle scelte. Gli infermieri facciano gli infermieri, gli ausiliari gli ausiliari, i medici facciano i medici non importa se il collegamento internet ancora non è perfetto l’importante è lavorare e produrre salute”. La considerazione finale della Brandolini è amara: “A Pontecorvo hanno inaugurato un mese dopo di noi la casa della salute ma ad oggi stanno parecchio più avanti, vogliono andare oltre e ce la stanno mettendo tutta. Perché tutto questo a Sezze non è possibile?”.
Luca Morazzano
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