Nemmeno le argomentazioni addotte dal consigliere regionale Enrico Forte hanno convinto gli esponenti del MLIS della bontà dei servizi offerti dalla Casa della Salute di Sezze. Anzi, la nota di Forte ha generato una nuova ondata di motivazioni da parte di Luigi Gioacchini e Lanfranco Coluzzi che in una nota attaccano di nuovo: “Ma il consigliere regionale Enrico Forte scherza o è veramente convinto di quello che dice? Perché se crede nelle sue affermazioni, dimostra di essere disinformato e di non conoscere in particolare la situazione della Casa della Salute di Sezze e soprattutto la storia dell’ospedale civile che per anni è stato attivo nel più importante centro dei Monti Lepini. Come si può cercare di far passare come elemento di un nuovo modello di sanità sui territori del Lazio, quella che rappresenta soltanto una sconfitta per i cittadini, che hanno pagato un nosocomio costato prima miliardi di lire, poi milioni di euro, per vederselo progressivamente scippare a causa di scelte politiche determinate da chi aveva ed ha interessi nella sanità privata?”. Le motivazioni degli esponenti di Iniziativa Sociale partono da lontano: “La storia dell’ospedale di Sezze è questa. Svenduto da chi su di esso ha costruito fortune politiche, personali, carrieristiche. Vogliamo parlare delle gestioni aziendali pregresse, a prescindere dalle appartenenze partitiche? Da Badaloni a Storace, da Marrazzo alla Polverini, per arrivare a Zingaretti, la musica è sempre stata la stessa. E oggi Forte vuol fare dimenticare ai cittadini tutto quello che è stato perso, facendo credere che le case della salute non siano solamente strumenti di lottizzazione che al cittadino offrono niente più che le stesse prestazioni del medico di famiglia. Il consigliere regionale, in questo vano tentativo, snocciola una serie di cifre riferite al numero delle prestazioni e delle giornate di degenza infermieristica. Dimentica però che le prestazioni a Sezze sono sempre state effettuate e per quanto riguarda le degenze, anche se i numeri sono limitati, si tratta di degenze a rischio, in quanto la struttura garantisce poco o niente”. “Le dichiarazioni di Forte – continuano Gioacchini e Coluzzi – sono comunque contraddittorie se non fuorvianti. A lamentarsi di questo modello non sono solo gli utenti, ma anche gli operatori del settore. A cominciare, a Sezze, da qualche consigliere comunale-medico, che non solo ha parlato della non operatività della Casa, ma ha addirittura dichiarato che 14 medici di famiglia hanno deciso di aprire dal 1° settembre la Casa della Salute. Si presume, quindi, che finora si sia solo perso del tempo. Di che parla allora Enrico Forte? E perché omette di rispondere sulla pratica dell’intramoenia? Secondo lui è normale che, per una qualsiasi prestazione, nel pubblico vengano fissate prenotazioni anche a distanza di mesi, se non anni quando invece, nella stessa struttura, ma pagando l’intramoenia, quella stessa prestazione venga effettuata nel giro di poche ore? E mentre gli ospedali pubblici chiudono, le cliniche private in regime di convenzione fioriscono”.
Luca Morazzano
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