Quattro mesi di reclusione ma pena sospesa perché incensurato. E’ questo il verdetto del giudice del Tribunale di Latina che ieri mattina si è pronunciato nei confronti di S. D., 18 di origine indiana residente a Priverno e che proprio a Priverno, nella serata del 16 agosto si era reso colpevole di furto aggravato di un telefonino ai danni di una dodicenne. Il ragazzo che nel giorno di San Rocco, presso i giardinetti di via Giacomo Matteotti aveva sottratto lo smartphone dell’adolescente che lo aveva appena poggiato accanto a lei, aveva poi provato ad allontanarsi dal luogo del malfatto con aria indifferente, senza neppure allungare troppo il passo per dare nell’occhio. La dodicenne però, appena si è accorta dell’accaduto ha dato l’allarme che si è diffuso rapidamente. Intanto una telefonata ha avvisato la Caserma dei Carabinieri di Priverno che via radio hanno avvisato la pattuglia che era già nei paraggi e che agguagliata sui fati e sui sospetti, ha individuato il ragazzo ancora su via Giacomo Matteotti, precedendo di un soffio un gruppo di persone che tentavano pure loro di individuare il colpevole per acciuffarlo. Dopo qualche domanda il ragazzo ha ammesso la colpa e quindi è scattata la procedura di rito. Dopo aver riconsegnato la refurtiva alla legittima proprietaria, i Carabinieri lo hanno quindi condotto presso la propria abitazione, dove è rimasto ristretto in regime di arresti domiciliari il restante del 16 e il 17 agosto salvo comparire in tribunale appunto ieri mattina dove incalzato dal Pubblico Ministero Perzi durante il rito direttissimo l’accusa è stata confermata e provata ma il giovane, tramite il suo avvocato, ha appunto patteggiato la pena di quattro mesi di reclusione che però non dovrà scontare in quanto sospesa perché incensurato. Ora quindi è di nuovo a piede libero.
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