Il 22 agosto, a Priverno, si concludono “I venerdì culturali” 2014. L’iniziativa, promossa dal Comune di Priverno e finanziata dalla Regione Lazio, è a cura della Società Cooperativa Sistema Museo e Musei Archeologici di Priverno. L’ultimo appuntamento della stagione, dal titolo particolarmente significativo – “Camilla e le altre” – è presso il Museo Archeologico di via Consolare. Nelle splendide sale dello storico Palazzo Valeriani-Guarini-Antonelli, sede del Museo, i visitatori, verranno “traghettati” nel tempo, dall’archeologa Paola Rinnaudo, dall’attrice Alessandra Gigli e dal “Seikilos ensemble”, per esplorare il mondo interiore perduto di Camilla e delle altre donne dell’antichità. Attraverso la suggestione del luogo e delle partiture musicali che verranno eseguite durante il percorso, quel mondo, congelato migliaia di anni fa, nel gesto scultoreo, riverberato dal mito e dalle leggende, vuole essere rievocato: i fantasmi del passato, attraverso il suono prendono sostanza e si manifestano in un luogo temporale che vuole tenere insieme il mondo antico e quello contemporaneo, l’immobilità scultorea della storia e il respiro e il movimento della musica viva. Da queste ragioni nasce l’ambizioso progetto di portare a Priverno la complessa musica dell’opera “Akhnaten”, realizzata per il Teatro dell’Opera di Stoccarda nel 1983 dal celeberrimo compositore statunitense Philip Glass, considerato il caposcuola della corrente del minimalismo americano. L’opera “Akhnaten” è una ricostruzione dei momenti salienti della vita del mitico faraone egiziano. La scena, eseguita dal “Seikilos ensemble”, rievoca il grande amore che unì il faraone con una delle donne più famose della storia: Nefertiti. Il testo è tratto dal cartiglio trovato presso la sepoltura reale ad Akhetaton ed è cantato nella lingua dimenticata dei faraoni. Akhnaten e Nefertiti, richiamati in vita dalla musica intensa ed essenziale di Glass, sembrano risorgere dalle ceneri del tempo che fu e cantano il loro amore quasi a cercare un incontro corporeo impossibile. Il loro canto sorge dal desiderio che le anime degli amanti, rievocate dagli abissi del tempo, possano riappropriarsi del loro respiro, del loro corpo e della loro sostanza. La forza evocativa di un mito che prende vita e si invera, traspira dal movimento circolare dei disegni ossessivi e incalzanti degli strumenti. Per l’occasione al “Seikilos ensemble”, formato dalle voci di Maria Paola Pongelli, Gilda Codastefano, Vania Marteddu, Daniela Violanti e Stella Lattao, e dagli strumenti di Federica D’Arcangeli (flauto), Antonio Bussu (oboe), Vania Marteddu (fagotto), Giovanni Giugliano (contrabbasso), Carmine Pongelli (percussioni e tastiere), Adriano Scaccia (violino e viola) e Cristiano Serino (violino e direzione), si sono uniti i giovanissimi brillanti musicisti privernati nati da quella fucina didattica preziosissima che è la Banda comunale di Priverno diretta dal Maestro Ildo Masi: Riccardo Ferrari, Giacomo Serino, Alberto Mastracci, Nicolas Dos Santos Lopez, Giovanni Frabotta, Lorenzo De Bonis e Andrea Serino. Le visite al Museo, previste per le ore 19 e per ore 21, saranno svolte per gruppi di 30 persone, a seguito di prenotazione al numero 0773912306 o presso la biglietteria del Museo. L’ingresso è libero.
Mario Giorgi
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