Era stata al centro di un acceso botta e risposta tra l’amministrazione di Priverno e dell’opposizione già nei mesi scorsi, ma a dire il vero l’area archeologica di Mezzagosto ha da sempre fatto parlare di se. Come si conviene ad un argomento che per il suo valore interessa tutti, trasversalmente a prescindere dalle appartenenze politiche e dalle età. Il tesoro archeologico custodito ancora oggi in quella che ara l’area dove sorgeva l’antica Privernum, in località Mezzagosto, sul tracciato della vecchia 156, catalizza l’interesse di molti, anche se da troppo, non porta più l’interesse dei turisti. Causa abbandono e non curanza non di questa amministrazione, almeno non solo, ma anche delle precedenti, l’area è ridotta ad uno stato di fruibilità che non permette, come accaduto anni addietro, di ricevere pullman di turisti e di scolari. Quando venne fatto notare l’ultima volta, per l’amministrazione Delogu rispose alle critiche l’assessore Elvira Picozza parlando dei progetti di rivalutazione che investono l’area archeologica i cui lavori di pulizia (la rimozione delle sterpaglie e delle erbacce, erano già cominciati riportando alla luce le antiche vestigie. Lo stesso assessore parlò appunto dei progetti che non solo avrebbero restituito la zona all’antico splendore e all’interesse degli appassionati e non, ma anche di progetti per eliminare il problema di sempre, in periodo invernale, quando le piogge mandano sott’acqua l’area. Così l’oppositore di allora, Tommaso De Paolis si ritirò in buon ordine, sicuro comunque di aver mantenuto vivo l’interesse su una tematica sensibile. Da allora però sono trascorsi giorni e settimane, giorni di pioggia e giorni di sole che hanno aiutato la vegetazione a impadronirsi di nuovo di quei luoghi, De Paolis torna quindi all’attacco con una nuova documentazione fotografica sullo stato dei luoghi, confidando, in attesa dell’inizio dei lavori, in un nuovo intervento di pulizia.
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