Non erano tanti, ma nemmeno pochi quelli che al Castello di San Martino di Priverno hanno risposto presente all’invito del coordinamento del neonato movimento delle Civiche Pontine. A dare corpo all’appuntamento fissato da Umberto Macci, Antonio Terra, Domenico Guidi e Giada Gervasi c’erano consiglieri comunali di opposizione di Sezze, Serafino Palma e Antonia Brandolini, ex consiglieri comunali di Priverno come Miccinilli e Bruno Martino, l’ex consigliere provinciale Vincenzo Palumbo, il consigliere comunale di Sabaudia Salvatore Schintu, quello di Roccasecca dei Volsci Antonio Casconi e quello di Latina Maurizio Patarini, il sindaco di Prossedi Angelo Pincivero, quello di Cisterna Della Penna e altri ancora, compresi ex amministratori e funzionari pubblici. C’è stato chi convinto ha offerto la propria adesione al progetto e chi si è preso tempo. Chi ha fatto proposte e chi ha sollevato critiche. Insomma un vero e proprio appuntamento di lavoro programmatico che sancisce come Civiche Pontine sia un cantiere aperto e non un circolo definito come qualcuno aveva ipotizzato indicando il fine elettorale come motivo ultimo. Certo, la scadenza elettorale che rinnoverà la Provincia di Latina, o Area Vasta (a seconda se si voglia utilizzare la nomenclatura oggi in vigore o quella introdotto dalla riforma Delrio) sarà un appuntamento importante ma non fondamentale tanto che nelle parole di Macci si legge a chiare lettere che le strategie in merito non sono ancora definite. Innanzitutto prima della scadenza ci sarà un nuovo incontro e poi ci saranno incontri con i partiti classici per definire le posizioni. Una posizione che sembra definita è che però, rispetto ai partiti canonici, questo assembramento di movimenti civici vuole porsi come alternativa con tematiche comuni ai piccoli paesi a fare da linea condivisa. Quello profilato da Terra, dalla Gervasi, da Guidi e da Macci è la nascita di un progetto che prevede un coordinamento di amministratori locali e non, che con le loro esperienze possano dare vita ad un nuovo soggetto capace di rispondere alle esigenze dei cittadini, temi stringenti rispetto al territorio. Una serie di interventi a partire dagli stessi coordinatori su temi come l’acqua, le tariffe ad essa legate, i rifiuti, l’ambiente, i servizi e altri elementi che influiscono sulla vita quotidiana di tutti. Altro punto comune la critica ai partiti che rispondono solo a logiche numeriche imposte dall’alto e che quindi guardano ai numeri grandi, ma non rispondono alle problematiche dei piccoli. A turno prendono la parola un po’ tutti, ognuno riportando la propria esperienza personale e la propria proposta. Alcuni sono accomunati da pregresse esperienze civiche, molti sono o sono stati esponenti di partiti ma che cercano un’espressione diversa. Ci sono i Parlano, rendono note le loro adesioni, totali o mezze, anche i loro dissensi ma comuni nel ritenere il messaggio che parte da Priverno valido. A concludere i lavori è Umberto Macci con un intervento di sintesi che evidenzia come questo sia solo il primo passo e come chi ne ha fatto parte ora deve farsi portavoce per un altro incontro di lavoro. E’ un work in progress anche riguardo le prossime elezioni provinciali nel cui ambito saranno aperti confronti con gli stessi partiti per poter capire l’ambito di manovra e le posizioni da assumere. Nessuna ipotesi è preclusa salvo quella di rispondere alle esigenze dei partiti della politica classica. Parola di Movimento Civiche Pontine.
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