I residenti, gli ex lavoratori e i sindacati hanno più volte tentato tentato di attirare l’attenzione sui rischi del materiale pericoloso ancora presente dentro lo stabilimento dell’ex Paoil di Cisterna. Il caso dell’ex Goodyear è diventato un triste documentario della situazione folle industriale senza regole, controlli, rispetto della dignità e della salute umana. LA segnalazione giunge da Libralato che nota: “Vi sono attività a rischio di incidente rilevante che rientrano nella Direttiva Seveso che obbliga i comuni, come quello di Cisterna di Latina, alla redazione della variante urbanistica e al conseguente piano di protezione civile. Da tale variante devono essere analizzati i vari siti pericolosi per tutelare la salute pubblica. Adesso un nuovo pericoloso incidente anche all’ex Findus. Intanto sembra che i progetti delle centrali a biomasse spuntino a gogò per avvelenare con emissioni cancerogene. Esistono già altri impianti di questo tipo. Uno è analogo a quello di Borgo Santa Maria che non ha superato alcun controllo e nessuna verifica nelle emissioni e negli scarichi dell’acqua. L’assenza della politica, della classe dirigente, spesso l’ignoranza di quali strumenti i comuni dovrebbero adottare per tutelare la salute pubblica rischiano di far esplodere una situazione già pericolosa di per sè. E cocome sempre i cittadini devono fare da soli, la richiesta di accesso agli atti, della correttezza della documentazione presentata, se ci sono tutti i dati, documenti pareri, quale pericolo ci sia per la popolazione circostante, l’ambiente, l’agricoltura di qualità”.
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