L’edizione del ventennio del Palio del Tributo di Priverno è in archivio e si spera che vadano in archivio anche le polemiche che hanno accompagnato un’edizione che comunque, rispetto al passato ha segnato un’involuzione. Ma considerato il momento di crisi in tutti i settori che stiamo vivendo, pensare che questa manifestazione, pur considerata tutta la storia e tradizione che porta con se, potesse essere esente, sarebbe stato davvero anacronistico. Sono mancate le feste delle quattro porte ed è un mancato un drappo originale commissionato ad un artista locale (sostituito da una sintesi dei precedenti) ma già aver confermato la manifestazione è testimonianza di solidità e determinazione da parte dell’ente che lo organizza, e ribadisce queste ragioni in una nota anche il presidente dell’associazione Palio Vittorio Proietti: “Si è conclusa la XX edizione del Palio del Tributo e, come al solito, la manifestazione privernate si porta dietro un inevitabile strascico di polemiche, alcune delle quali assolutamente gratuite. Organizzare un evento così non è facile. Il dietro le quinte è fatto da mesi di programmazione, di preoccupazione e di lavoro. Ringrazio il sindaco Angelo Delogu, la Giunta Comunale, l’assessore alla Cultura Elvira Picozza e l’assessore al Turismo, Anna Maria Bilancia per averci incoraggiati e sostenuti nell’organizzazione e realizzazione del ventesimo Palio del Tributo. Quest’anno il Palio del Tributo non si è svolto nella solita data è innegabile ma dietro a questa scelta ci sono stati motivi come la concomitanza dei mondiali, il maltempo di giugno (sperando che luglio sarebbe stato più clemente)e problemi economici che hanno fatto tentennare gli organizzatori. Non ci sono state le feste di quartiere ma chiedere un contributo ai commercianti di questi tempi, non è cosa da poco. Le quattro contrade non avevano sufficienti risorse per organizzare gli eventi di Porta. La scelta dei cavalieri attiene alle singole Porte. Sui problemi legati alla sabbia per il percorso del Palio, visto il breve tempo del disagio, preferisco sorvolare. Il tono dimesso non dovremmo nemmeno spiegarlo, anche perché il Palio del Tributo è e resta la manifestazione più importante di Priverno. Si dovrebbero apprezzare gli sforzi. Il Palio del Tributo è stata una manifestazione sobria, semplice e di grande effetto scenico. La corsa all’anello è stata avvincente, combattuta fino all’ultimo. La piazza era gremita, nonostante altri eventi concomitanti. Abbiamo ricevuto il plauso dei sindaci dei paesi di Maenza, Prossedi e Roccagorga, presenti all’evento”. In merito al Palio, aveva corretto il tiro anche l’ex assessore Roberto Federico: “Il mio intervento non voleva minimamente essere un accusa al Palio del Tributo e tanto meno voleva essere un attacco agli organizzatori. Ho voluto rimarcare l’assenza delle feste rionali per una questione di affetto. Purtroppo proprio l’edizione ventennale è stata ridimensionata”.


