Succede spesso in luoghi ricchi di storie che quando si iniziano lavori per nuove infrastrutture, ai primi scavi possano riaffiorare testimonianze archeologiche anche di valore. E’ il dilemma di tanti paesi e città che affondano la loro tradizione nei millenni passati e questa sorte tocca a Terracina. Il nuovo dilemma si è riproposto durante i lavori per il nuovo parcheggio. E l’accaduto diventa l’occasione per l’affondo all’amministrazione Procaccini da parte del PD: “L’assoluta mancanza di una visione politica e di una idea di Città è inevitabile che si ripercuota sulla stessa compromettendone il futuro. Premesso che in un tempo come questo di grave crisi economica dimostrarsi pregiudizialmente ostile alla apertura di attività economiche e commerciali in grado di favore l’occupazione su questo territorio può risultare incomprensibile ed irrazionale. Considerato che nell’immediato posizioni del genere possono essere equivocate e condizionare il raccoglimento di consenso su di un territorio a noi già di per se ostile. Ritenuto che siano e sono stati chiesti tutti i pareri preventivi alla varie istituzioni competenti per realizzare un supermercato su di un area archeologica di così importante valore, ci si chiede se non fosse stato opportuno realizzare un supermercato in un’altra zona o area della Città che non fosse interessata, sotto qualche decina di centimetri di terrapieno, da reperti di così elevata importanza”. Continua il comunicato a firma di Ivano Giuliani Coordinatore Circolo PD Terracina: “Se di Città a vocazione turistica e di Città d’arte stiamo parlando, così Terracina ci viene presentata sul nuovo sito ufficiale del Comune, allora non si comprende come si possa e si è potuto consentire tutto questo. Tanto varrebbe allora asfaltare Pompei oppure costruire una bella torre al posto del Colosseo. Questa è una delle tante ragioni che ci inducono ancor di più ad esprimere giudizi negativi e severi nei confronti della classe politica di centro-destra che da più di 12 anni sta amministrando questa Città e che, al di là delle motivazioni legate alla impellente crisi economica, ha concorso a trasformare la stessa e questo territorio in un dedalo di “compro e vendo oro”, “agenzie di scommesse libere”, e rivendite di orto-frutta, sullo stile di un suk arabo di quart’ordine, che occupano arbitrariamente marciapiedi e sedi stradali. Non riteniamo che questo sia il destino di Terracina e pertanto non vogliamo rassegnarci nel vedere oltraggiato un patrimonio che chi governa ha dimostrato si essere incapace di valorizzare. Riteniamo che il presente ed il futuro della Città siano legati alla capacità della sua gente e della sua rappresentanza politica di valorizzarne quei tesori storici ed ambientali che possono farne effettivamente una Città turistica ed una Città d’arte. E’ questo il vero cantiere che desideriamo la Città diventi”.


