Dopo le varie audizioni, in V Commissione Salute e Politiche sociali, presieduta da Eugenio Patanè (Pd), è stato avviato l’esame dell’articolato della proposta di legge ‘Disposizioni per la promozione del riconoscimento della Lingua dei Segni’, a firma dello stesso presidente e dei consiglieri Rodolfo Lena (Pd), Rosa Giancola (Per il Lazio), Marta Bonafoni (Per il Lazio), Daniela Bianchi (Per il Lazio) e Piero Petrassi (Centro Democratico). Nel corso della seduta odierna hanno ricevuto parere favorevole il titolo e i primi due articoli del testo. Accolti anche numerosi emendamenti e subemendamenti, presentati dai consiglieri Cristian Carrara (Per il Lazio), Bonafoni, Giancola, Gaia Pernarella (M5S), Gianluca Perilli (M5S), Petrassi e Cristiana Avenali (Per il Lazio). Al termine dei lavori la commissione si è aggiornata a lunedì 3 marzo. La proposta di legge intende promuovere il “riconoscimento, la diffusione, l’acquisizione e l’uso della Lingua dei Segni Italiana” (LIS), per dare piena attuazione al “diritto di tutte le persone sorde alla comunicazione, all’accesso alle informazioni, alle attività culturali ed educativo-formative realizzate nell’ambito del territorio regionale, ai servizi della pubblica amministrazione”. Diversi gli interventi regionali previsti. Si va dal ricorso alla LIS nei servizi educativi di prima infanzia al supporto agli studenti con servizi specialistici di assistenza alla comunicazione e interpretariato nella LIS e l’impiego di ausili o altre misure idonee a favorire l’apprendimento e la comunicazione delle persone sorde. Con la proposta di legge si intende, inoltre, favorire il ricorso all’uso della LIS e delle nuove tecnologie (tra cui protesi digitali, tablet e smartphone) nei percorsi formativi professionali; la realizzazione di telegiornali e programmi televisivi con sottotitoli e traduzione simultanea in LIS; lo svolgimento di manifestazioni culturali ed eventi di pubblico interesse attraverso l’uso della LIS; la promozione di servizi di informazione e sensibilizzazione sulle diverse modalità di comunicazione e sulla Lingua dei Segni. Previste anche forme di collaborazione con associazioni iscritte nell’apposito registro regionale (legge 22 del 1999) o con organismi e enti di ricerca e progettazione.
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