Ne abbiamo già parlato. Torniamo ancora sulla questione per l’infinita polemica, per lo scontro continuo (manifesti e sulla Rete) tra maggioranza e opposizione, a Priverno, sul cosiddetto “Sistema Protezione Richiedenti Asilo Politico” (acronimo Sprar). Ascoltiamo questa volta Roberto Federico, consigliere di opposizione del Gruppo “Priverno Città”, che intende precisare alcune cose relative al contenuto di un manifesto del Gruppo di maggioranza “Priverno Bene Comune”. Ribadito di apprezzare nel merito la volontà e lo sforzo dell’amministrazione di voler portare avanti a tutti i costi questo progetto, Federico dichiara di non condividerne “i costi per l’ente e la tempistica”, soprattutto “in considerazione del periodo economico così difficile per il nostro Comune e per i nostri cittadini”. “Priverno Bene Comune” – sottolinea l’esponente di opposizione – con il suo manifesto cerca di “far passare tutta la positività del progetto e il Pd, in un post di qualche giorno fa, definisce tutti quelli che non ne condividono le modalità come xenofobi e poco sensibili alla tematica”. Roberto Federico rimane “fermamente convinto che i costi per l’ente (circa 47.000 € l’anno) anche se sono forniti in servizi già esistenti, sono comunque un costo per la collettività”. E fa tre esempi specifici: 1) se due impiegati del Comune, di diversa categoria, vengono utilizzati per un certo numero di ore a settimana per svolgere una funzione relativa a questo progetto per un costo di 10.000 €uro circa, sottraggono comunque del tempo alla normale e già carente attività al servizio dei cittadini di Priverno; 2) se vengono utilizzati per lo spostamento dei rifugiati politici mezzi comunali, per un costo di 7.000 €uro, questa spesa ricade comunque sulla collettività; 3) se viene fornito uno spazio comunale alla cooperativa (sede di S. Lorenzo) come centro logistico per la gestione del progetto, i relativi costi di 15.000 €uro circa (telefono, internet, luce, acqua, gas, pulizie, cancelleria, fotocopiatrice e servizi vari) sono comunque costi della collettività. E, di questo passo, arrivare a 47mila euro non ci vuole niente. Comunque – sottolinea Federico – quello che “più mi rammarica di questo manifesto non è tanto la giustificazione che si sta tentando di dare per far passare come indolore questo progetto, ma sono le frasi che vengono utilizzate alla fine: “Prima viene citato un passaggio evangelico che evidenzia la scarsa sensibilità nostra ad amare il prossimo e poi si chiude con una frase di papà Francesco!”. Sulla stessa lunghezza d’onda è anche Stefania De Santis, pure lei consigliere di opposizione: “Il progetto – afferma – lo condivido, è il momento economico in cui è stato deciso di adottarlo che non condivido. Inoltre, quando si amministra un ente, se si compie una scelta impopolare, poi si deve avere il coraggio di assumersene le responsabilità senza prendere in giro nessuno (soprattutto i cittadini). Sul murale avrebbero dovuto scrivere: “Cari cittadini noi crediamo in questo progetto che al Comune costerà 47.000 euro l’anno. Il progetto può non piacere, ma noi ci crediamo”. Allora avrebbero fatto più bella figura. Dire che arriverà una pioggia di finanziamenti per Priverno grazie allo Sprar mi sembra una presa in giro bella e buona”.
Mario Giorgi

