Giorgio De Marchis e Fabrizio Porcari, nei giorni scorsi, hanno consegnato al presidente della Commissione Bilancio Gianni Chiarato una richiesta di audizione urgente dell’assessore al bilancio e del settore Finanze per chiarire le strategie del Comune sulle aliquote della nuova Tasi per le prime e seconde case. Analizzando i movimenti dell’amministrazione appare chiaramente che c’è l’intenzione di approvare come al solito il bilancio alla scadenza del termine massimo, fissato per ora al 31 luglio. A nostro avviso è un errore in quanto non consente di avviare il dibattito in commissione sulla gestione delle tariffe della Tasi, la nuova tassa che andrà a sostituire in parte l’Imu sulle prime case. Su Latina pesano in particolare due incognite: quale sarà l’impatto della Tares in seguito agli aumenti della tariffa per il conferimento dei rifiuti negli impianti di trattamento e, soprattutto, come l’amministrazione intende gestire la nuova tassa comunale sui servizi indivisibili, ovvero la Tasi. Occorre ricordare che il comune capoluogo è stato tra quelli che non ha applicato la mini Imu in quanto non aveva variato le aliquote. A questo punto si corre il rischio che l’aumento dello 0,8% applicabile discrezionalmente dai comuni possa essere applicato a Latina interamente sulla prima casa. Questa manovra determinerà un impatto notevole sull’aliquota che arriverà fino al 3,3 per mille e considerando il diverso regime di detrazione previsto per la Tasi potremmo ritrovarci nel capoluogo con il risultato paradossale di avere la Tasi più alta della vecchia Imu.
Latina, De Marchis e Porcari temono che la Tasi riservi una stangata per le prime case


