Forze schierate e battaglia iniziata ufficialmente all’interno del Partito Democratico di Roccagorga, dove i due probabili contendenti alla candidatura a sindaco del centrosinistra, Carla Amici e Francesco Scacchetti, stanno raccogliendo le adesioni da parte dei propri sodali. Se al fianco della Amici (che non vuole le primarie e vuole la conferma per l’assalto al secondo mandato) sono scesi Sante Tullio e Tommaso Ciarmatore, ora è il turno di Antonio Ricci, che sposa la causa di Francesco Scacchetti affermando: “Tra i cittadini, fra i partiti della colazione, nella maggioranza, dentro la giunta, nel suo partito si levano da tempo e quotidianamente critiche verso l’amministrazione e tutto questo non sembra sufficiente a far ritenere come salutare al Pd il percorso delle primarie. Anzi si assiste, inspiegabilmente, ad una sorta di abuso non accentando che la richiesta fatta da sessanta iscritti del Partito sia sufficiente per iniziare a dar vita alle primarie. La domanda che tutti ci dovremmo porci è: Ma sessanta iscritti del Pd perché hanno sottoscritto la richiesta di primarie per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra di Roccagorga? E di fronte a questa domanda dovremmo avere il coraggio di dar spazio al confronto o pensiamo che sia più opportuno invocare garanzie dall’alto? Il campo della sinistra – prosegue Ricci – è, per sua stessa natura, un campo contendibile e proprio sulla contendibilità differisce da altre impostazioni culturali e politiche. Insomma nel centrodestra questo sarebbe difficile da proporre. Per quanto riguarda la richiesta di Primarie anche da me sottoscritta è chiaro che nasce nella convinzione di molti fra noi che si possa mettere in campo una proposta migliore di quella attuale per la guida della nostra comunità. Da sottolineare che in questi anni proprio dal PD si sono levate pesanti critiche nei confronti dell’amministrazione e riguardavano sia il metodo che il merito delle scelte operate dal sindaco Amici. Il leit-motiv, su ogni questione, era e ci sembra di capire che resta sempre lo stesso: non si può amministrare un Comune come se fosse la propria azienda. Non si può pensare di operare tutte le scelte in solitaria. Nessuna pregiudiziale ne personale e ne tanto meno politica nei confronti del nostro sindaco, ma è chiaro che nell’interesse generale e nel rispetto della diverse posizioni che hanno caratterizzato il suo mandato è opportuno un passaggio di verifica preliminare poiché a maggio sarebbe troppo tardi. Io – prosegue l’esponente di Osservatorio Democratico – voglio un centrosinistra unito e forte, con una proposta politica e culturale capace di interpretare al meglio i bisogni e le esigenze della nostra comunità e per farlo ritengo proprio che non possano essere operatori della politica a decidere per tutti ma proprio ai nostri elettori va dato l’opportunità di scegliere e decidere. Possibile che si vuole continuare a non vedere che se i stessi iscritti al Pd pongono come necessario all’unità del partito il percorso delle Primarie è un punto politico che supera i destini personali di ognuno di noi?”. Insomma la partita si fa ogni giorno più pesante ed interessante e alla fine quello che sembra venirne fuori è da una parte la contestazione al sindaco Amici dentro il suo Partito e dall’altra la paura che questa contestazione possa esser e più radicata ed estesa nella comunità.


