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Mondoreale > Blog > Coldiretti, 33 miliardi di Made in Italy sulle tavole estere

Coldiretti, 33 miliardi di Made in Italy sulle tavole estere

Ultimo aggiornamento: 7 Gennaio 2014 17:34
Simone Di Giulio Pubblicato 7 Gennaio 2014
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Record storico per il valore delle esportazioni di prodotti agroalimentari italiani che nel 2013 ha raggiunto il massimo di sempre, arrivando a quota 33 miliardi di euro. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero. “La maggior parte delle esportazioni – sottolinea la Coldiretti – interessa i paesi dell’Unione Europea per un valore stimato di 22,5 miliardi (+5%), ma il Made in Italy cresce anche negli Stati Uniti con 2,9 miliardi (+6%), nei mercati asiatici (+8%, 2,8 miliardi) e su quelli africani dove si è avuto un incremento del 12%, arrivando a quota 1,1 miliardi. Il miglior risultato è però quello che viene dall’Oceania, con un +13%, anche se l’importo è contenuto. A livello generale – si legge nel rapporto di Coldiretti – l’aumento dell’export rispetto allo scorso anno è stato del 6%. Tra i principali settori del Made in Italy, il prodotto più esportato si conferma il vino, con 5,1 miliardi (+8%) davanti all’ortofrutta fresca (4,5 miliardi di euro), che cresce del 6%, mentre l’olio che fa segnare un +10% che porta il valore complessivo a 1,3 miliardi. Aumenta pure la pasta, che rappresenta una voce importante del Made in Italy sulle tavole straniere con 2,2 miliardi (+4%). Analizzando le performance dei prodotti nei singoli stati si scoprono aspetti sorprendenti – evidenzia Coldiretti – a partire del successo del vino tricolore in casa degli altri principali produttori, con gli acquisti che crescono in Francia (+11%), Stati Uniti (+8%), Australia (+21%) e nel Cile (+66%). Lo spumante tricolore si afferma in Cina (+101%) ma anche in Gran Bretagna (+50%) e in Russia (+31%), ma va forte anche la birra che conquista i paesi nordici, dalla Germania, alla Svezia, fino all’Olanda. Oltre al vino, i francesi gradiscono anche il formaggio italiano, le cui vendite sono cresciute del 2%, ma i latticini nostrani vanno forte anche in Cina, dove aumentano del 25%. Nel gigante asiatico, che alcuni vorrebbero come inventore degli spaghetti, trionfa anche la pasta che registra un +18%. Sorprendente anche la crescita di salumi e salsicce (+9%) in Germania, patria del wurstel, così come quella della grappa (+8%) nel Regno Unito, terra del whisky. Il record fatto registrare dall’export è il frutto del lavoro di un tessuto produttivo ricco, capillare, che coinvolge milioni di uomini e che rende l’Italia competitiva anche all’interno dei processi di mondializzazione dell’economia e delle idee”, ha dichiarato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, nel sottolineare che “ora occorre che questo patrimonio sia difeso, portando sul mercato il valore aggiunto della trasparenza e dando completa attuazione alle leggi nazionale e comunitaria che prevedono l’obbligo di indicare in etichetta l’origine degli alimenti”. L’andamento sui mercati internazionali potrebbe, infatti, ulteriormente migliorare da una più efficace tutela nei confronti della “agropirateria” internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale: “All’estero – stima la Coldiretti – il falso Made in Italy a tavola fattura 60 miliardi di euro e sono falsi due prodotti alimentari di tipo italiano su tre”.

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