La Federazione provinciale di Rifondazione Comunista di Latina interviene sulle concessioni deliberate dal Comune di Sperlonga sulle attività economiche e sportive sul Lago Lungo. “Ribadiamo – spiega in una nota il segretario provinciale Maurizio Frattagli – che non è possibile che ancora una volta il Comune decida di deliberare contro le normative che regolamentano l’utilizzo del lago. Spesso si è denunciato questo modo di agire, ma nessuno degli organi preposti della regione Lazio ha rimesso le carte a posto. Bisogna ribadire che in base ad una direttiva europea la 92/43/CEE “Habitat”, andavano individuate di siti di interesse conservativo, i cosidddetti S.I.C., tra questi fu inserito il Lago Lungo di Sperlonga e le dune di Capratica in base all’art. 69 I/a della DGR 4484 del 1999. Le zone sono state regolate dal DPR 357 del 1997, poi modificato dal DPR 120 del 2003, a causa di una infrazione pecuniaria data della Commissione Europea. La Regione Lazio ha legiferato e deliberato su tali siti (L.R. 9 del 2008, DGR 363 del 2009 e DGR 169 del 20100), stabilendo di avocare a sé tutte le autorizzazioni sui siti S.I.C. Le direttive europee e la legislazione italiana, inoltre, obbligano a che le autorizzazioni vengano valutate non solo sui siti, ma anche sui territori circostanti che possano influenzare la conservazione degli stessi, nel nostro caso il canale di raccordo. Nell’autorizzare qualsiasi tipo di attività va rilasciata la Valutazione di Incidenza Ambientale che solo la Regione può dare, in base ad uno Studio di Incidenza Ambientale, prodotto da chi fa richiesta dell’utilizzo del sito e che deve essere particolareggiato in tutti gli aspetti. Ma non basta. Se anche non fosse un sito S.I.C. ricadrebbe, in quanto demanio idrico statale, nelle competenze della Regione Lazio. Questo presuppone che gli atti del Comune siano da annullare a norma di legge. Secondo noi, inoltre, l’illegalita è anche legata al tipo di utilizzo. Più volte, infatti, è stato denunciato che la dicitura “sport acquatici” trae in inganno, perché nella realtà si tratta di sci nautico, quindi barche a motore. Non solo è proibito sui siti S.I.C., ma è anche proibito dalla legislazione nazione sulle acque interne che non rispettino certe caratteristiche (distanze dalla terraferma per poterli effettuare) così come previsto dal Regolamento del Min.Trasporti 500 del 1994. Ultimo aspetto da considerare è che le autorizzazioni possono essere date solo a soggetti locali. Il Partito di Rifondazione Comunista – conclude la nota – interesserà del caso tutte le autorità competenti, affinché si ripristini il corretto utilizzo del lago. E’ necessario ripensare ad un migliore utilizzo del lago Lungo, nel rispetto non solo delle leggi ma anche della natura stessa. Sarebbe interessante, ad esempio, insieme agli enti locali, valorizzare gli studi effettuati, e in corso, sul lago Lungo dal C.R.A. (Centro per la Ricerca e Sperimentazione nell’Agricoltura) riguardanti le colture di mitili e la atrofia degli ambienti marini interni, magari riconvertendo alcune attività per non disperdere la forza lavoro presente sul territorio”.


