La IV commissione Bilancio, partecipazione, demanio e patrimonio, programmazione economico-finanziaria, presieduta da Mauro Buschini (Pd), ha dato parere favorevole, a maggioranza, al conto consuntivo del Consiglio regionale del Lazio per l’esercizio finanziario 2012 (proposta di deliberazione consiliare n. 17) e al rendiconto generale della Regione Lazio per lo stesso anno (proposta di legge regionale n. 105). Il consuntivo 2012, approvato nei giorni scorsi dall’Ufficio di presidenza, era stato illustrato ieri ai membri della IV commissione dal presidente del Consiglio regionale, Daniele Leodori. Invece, il rendiconto generale della Regione (che contiene anche il consuntivo del Consiglio) è stato illustrato dall’assessore al Bilancio, Alessandra Sartore. Sia il rendiconto generale sia il consuntivo del Consiglio per la prima volta sono stati parificati dalla Corte dei Conti, come prescritto dal decreto legge 174/2012 in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali. Approvato dalla Giunta una prima volta la scorsa estate, il rendiconto generale è stato poi appunto modificato in seguito ai rilievi della Sezione regionale per il Lazio della Corte dei Conti. Al 31 dicembre 2012 risultavano entrate complessive accertate per 28.325 milioni di euro, spese complessive impegnate per 32.787 milioni, con un disavanzo di 4.462 milioni di euro. Il voto sul consuntivo del Consiglio e sul rendiconto della Regione è arrivato al termine della discussione generale sulla manovra di bilancio. Francesco Storace (la Destra) si è detto certo che l’aumento dell’addizionale Irpef, che va ad aggiungersi ad altri aumenti nell’imposizione fiscale di Stato e comuni, “darà strumenti polemici fortissimi ai nemici delle regioni”. Perplessità sono state espresse da Valentina Corrado (M5S) sulla diminuzione dell’imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili (Iresa) prevista dalla legge di stabilità, a fronte dell’aumento dell’Irpef, mentre Giancarlo Righini (Fratelli d’Italia) ha auspicato l’allargamento della fascia di esenzione dell’aumento dello 0,6% dell’addizionale Irpef che, secondo i piani della Giunta, interesserà solo i percettori di redditi inferiori ai 15.000 euro.
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