Domenica mattina e ufficialmente a riposo. Giornata uggiosa e il conforto della famiglia a casa. Nessun motivo migliore per rimanere tra le mura domestiche se non una parola data e anche con gran piacere. Perché l’occasione è di quelle che contano, nonostante il Natale sia appena passato e a Capodanno manchi ancora un po’. Giù al campo di Maenza c’è infatti la sfida amichevole (i campionati sono fermi per la sosta invernale) tra il Maenza (Terza Categoria) e la Folgore Amaseno (Seconda Categoria). E che motivo è, penserà qualcuno di voi?! Ditelo a me che di partite ufficiali ne guardo più di cento ogni anno per lavoro. Ormai da anni, fino alla scorsa estate, ogni week end votato al calcio, cominciando dalle giovanili del sabato pomeriggio, passando per quelle della domenica mattina presto, poi le prime squadre dei dilettanti alle 11 e il pomeriggio Promozione, Eccellenza, Serie D, Lega Pro con a curriculum pure un ritiro della Nazionale Olimpica che preparava le Olimpiadi di Atene. Ma il motivo, come detto, c’è e pure di gran valore. Al campo Cacciotti di Maenza infatti, proprio oggi è arrivato il defibrillatore, un apparecchietto grande poco più di una macchina fotografica ma che sa fare grandissime cose come salvare una vita umana. Ad avercelo avuto su tanti campi in cui si è consumata la tragedia (ricordate il caso Morosini? O quello del pallavolista Bovolenta, per citarne solo due tra gli ultimi è più tristemente noti?) probabilmente le cronache avrebbero avuto meno morti da ricordare. A contorno della gara amichevole infatti, dono dell’amministrazione provinciale di Latina, il presidente del Maenza, Tommaso Iagnocco (che nelle passate settimane si è qualificato all’utilizzo dell’apparecchio con apposito corso di formazione), ha ricevuto dalle mani del sindaco Francesco Mastracci alla presenza degli assessori Napoleoni, Corsi e Polidoro, oltre che del vice Cimini, l’apparecchiatura salvavita che farà bella mostra di se (nella speranza che non la si debba mai utilizzare) presso le strutture del campo, pronta ad essere impiegata in caso di necessità. Dopo una dimostrazione esemplificativa eseguita dallo stesso Iagnocco, il match di calcio ha potuto prendere il via. Come è finita la sfida tra le due squadre in campo? Sinceramente nemmeno lo so. Non era la cosa importante visto il contesto amichevole del match. La cosa importante è che da oggi, chi gioca sul campo di Maenza, qualsiasi sia la sua provenienza, qualsiasi la squadra di militanza, qualsiasi sia la sua età, in caso di bisogno avrà l’ausislio del defibrillatore a risolvere situazioni che porteranno si attimi di terrore, ma si concluderanno senza esiti tragici. Parola di chi, un ragazzo sotto agli occhi, su un campo di calcio, lo ha visto morire, e anche lì era un incontro amichevole addirittura di un Memorial.
PS: Alla fine Crespelle (dolce tipico natalizio della tradizione maentina) per tutti
Luca Morazzano



