Moltissimi Comuni italiani hanno istituito il referendum consultivo comunale attraverso il quale i cittadini possono pronunciarsi in merito alle scelte amministrative più importanti, il Comune di Latina no. Il Decreto Legislativo n. 267 del 2000, “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali”, stabilisce che nel proprio statuto i Comuni prevedano forme di consultazione popolare nonché procedure per l’ammissione di istanze, petizioni e proposte a tutela degli interessi collettivi. Latina segna su questo fronte un ritardo di ben 14 anni: l’istituto del referendum comunale non è mai stato attivato perché manca il regolamento per l’organizzazione e il funzionamento della consultazione popolare. “Questa omissione limita di fatto il diritto di partecipazione del cittadino – dichiara il consigliere comunale del Pd e presidente della Commissione Trasparenza Omar Sarubbo – e la mancata adozione del regolamento per l’istituzione del referendum consultivo comunale è frutto della mancanza di sensibilità democratica e delle bugie di questa maggioranza che ci governa da venti anni”. Lo scorso anno la Commissione Trasparenza fece notare l’esigenza e l’urgenza di adottare questo strumento democratico e la maggioranza, attraverso il presidente del consiglio comunale Nicola Calandrini, si impegnò per risolvere il problema coinvolgendo nei lavori la Commissione Affari Istituzionali. “Nulla di tutto questo è stato fatto – denuncia Sarubbo sostenendo l’opportunità di colmare questo gap istituendo al più presto il referendum consultivo – e sarebbe sufficiente una seduta del consiglio comunale. Chiedo al sindaco di adoperarsi immediatamente sostituendosi al presidente Calandrini che ha manifestato totale assenza di volontà. I cittadini devono potersi esprimere sulle scelte cruciali che impatteranno sul loro futuro. Prima di assumere decisioni sarebbe importante sapere cosa pensano in merito all’insediamento nelle nostre zone di impianti per il trattamento rifiuti – cita ad esempio Sarubbo – o che idea hanno della mancata bonifica delle discariche, della pedonalizzazione del centro storico, della metro, del progetto di riattivare le Terme di Fogliano, della realizzazione della cittadella dello sport, delle aliquote Tares, dei piani particolareggiati o di qualsiasi altra scelta riguardi loro e la città in cui vivono. La mancata istituzione di un simile strumento – conclude il consigliere del Pd – è indice di comportamenti irresponsabili nella misura in cui limitano le opportunità di partecipazione dei cittadini alla vita pubblica e la possibilità di incidere sulle scelte amministrative che li coinvolgeranno. Non si lamenti poi la politica se ai cittadini, sottratti tutti gli strumenti di partecipazione attiva e democratica, non resta che scendere in piazza per protestare”.
Latina, il Partito Democratico chiede a gran voce il referendum consultivo


