“Leggi alcune delibere e pensi che non ce la faremo, nessun Comune italiano si salverà. Ti accorgi che nel 2014 il Comune di Latina dovrà pagare oltre 160.000 euro per progetti presentati tra il 1989 e il 1992. Ma c’è di più, nessuno di quei progetti ha mai visto la luce, ovvero è diventato un’opera pubblica”. E’ lo sfogo di Giorgio De Marchis, capogruppo del Partito Democratico nel consiglio comunale di Latina, che in una nota spiega: “Prevedevano la costruzione del nuovo campo di calcio a Borgo Sabotino, della nuova Piazza e del Piano Particolareggiato di Borgo Grappa. E allora ti chiedi, ma perché in tutti questi anni nessuna giunta comunale si è fatta carico di aprire una “trattativa”, di solito si fa così. Il professionista ha lavorato e deve essere pagato, sono passati tanti anni e gli va riconosciuto il giusto, casomai transando ovvero facendo tutti un passo in avanti e venendosi incontro. In questo modo il professionista vede riconosciuto il suo diritto e l’amministrazione ottiene uno sconto. Invece no. A Latina – prosegue l’esponente della minoranza in consiglio – si va davanti al Tribunale e finisce che dei 165.301,36 riconosciuti al professionista ben 58.604,87 siano relativi a interessi e spese legali. Un terzo, con quei soldi ci pagavi un altro progetto. Succede poi che il professionista è il fratello dell’assessore ai Servizi Sociali Patrizia Fanti ed allora ti chiedi ma perché sono andati avanti e non hanno tentato una mediazione, una strada che qualsiasi Giunta informata avrebbe intrapreso. Resto meravigliato quando leggo sulla stampa la risposta dello studio legale che difende il Fanti che nel replicarmi conferma in toto la mia tesi. Gli avvocati sostengono che io non sarei informato del fatto che l’architetto ogni anno presentava il conto e chiedeva di essere pagato. Appunto, nessuno nega questo, la domanda che avevamo posto e che continueremo a porre è un’altra, perché l’amministrazione ha fatto finta di nulla assumendosi il rischio di perdere in giudizio? Ai nostri amministratori – conclude De Marchis – forse non piaceva avere in cassa 50.000,00 in più da destinare, ad esempio, all’assistenza alle persone bisognose”.
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