Nel “Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere” di memoria scolastica, Leopardi fa dire al venditore “Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata ma la futura”. Nulla cambierà veramente, né l’anno prossimo né negli anni futuri tanta è la vastità e la profondità del disastro morale e materiale a cui siamo giunti. E’ lecito solo sperare? Oppure diamo un calcio al pessimismo e al nichilismo leopardiano e ci rimbocchiamo le maniche? Certo è arrivato il momento degli auguri non formali. Quando abbiamo deciso di provare a fare il Calendario ANPI 2014, Davide Casari e io, a mano a mano che si procedeva nel comporre le varie mensilità nella grafica, nella fotocomposizione e nei contenuti, si avvertiva forte il desiderio di offrire un prodotto utile, diverso, carico di storia e di speranze, appunto, ma anche di propositi per l’anno nuovo. Nell’apparente caoticità delle vicende che accompagnavano il succedersi dei giorni e nel profilo iconografico che si voleva proporre alla riflessione nel ritmo mensile, si dipanava un logico profilo narrativo, una evidente continuità di percorso e di proposte nonostante il movimento diacronico dei dati raccolti e delle piccole inserzioni a commento. L’Italia, l’Europa, e il mondo intero hanno già attraversato periodi che sono sembrati senza ritorno e dis-peranti. E non solo epoche lontane ma tempi recenti di cui ancora è possibile sentire le testimonianze di chi c’era. Ne siamo usciti? Sì! Grazie a uomini e donne che non si piegarono davanti alla forza delle cose né si lasciarono catturare dalla speranza inattiva. Grazie a Gramsci, a Piero Gobetti, ai Fratelli Rosselli, ad Altiero Spinelli, a Giuseppe Dossetti e al colonnello Montezemolo, a Sandro Pertini, ma anche a Salvo D’Acquisto, al “Gobbo del Quarticciolo”, a Carla Capponi, alla Partigiana “Chicchi”; grazie ai valorosi caduti di Cefalonia e agli anonimi partigiani bolognesi e fiorentini, ai napoletani delle “quattro giornate”, ai resistenti di Stalingrado e agli ebrei ribelli del Ghetto di Varsavia, al sacrificio dei comunisti, dei liberali e dei cattolici in quegli anni terribili che vanno dal fascismo alla Liberazione. Tutti trovavano posto nel nostro calendario. Uomini e donne di idee diverse ma uniti nella libertà e nella promozione della dignità umana. Divennero tanti, divennero popolo. Noi proponiamo, nell’anno che verrà, non “tre volte natale e festa tutto il giorno” come con ironia e cinismo cantava il grande Lucio Dalla, “per continuare a sperare”, ma l’esempio del sacrificio di milioni di persone in Italia e in Europa che lottarono contro il mostro umano del nazifascismo. Un mostro che, grazie a loro, abbiamo imparato a riconoscere seppure nelle forme nuove e nelle nuove capacità di radicamento e che si nutre sempre del sangue dei più deboli e indifesi con gli stessi strumenti di sempre: la guerra dei potenti, l’esclusione degli inadatti, i muri che separano e proteggono i ricchi dai poveri. Noi proponiamo uno strumento di convivenza civile che rende efficace e produttivo il loro sacrificio: la Carta costituzionale i cui dodici articoli fondamentali abbiamo voluto proporre in evidenza insieme ai mesi dell’anno. E’ il nostro vero augurio per l’anno che verrà. Le splendide figure, uomini e donne esemplari, che via via si affacceranno nell’anno 2014 alla nostra vita quotidiana, come i santi nei classici calendari della pietà religiosa cattolica, ci interrogano e ci giudicano, come dice Piero Calamandrei (di cui si propone nell’ultima pagina del Calendario un brano noto e bello sulla Costituzione); non vogliono essere compianti, ci lanciano una sfida e ci consegnano il testimone per continuare la lotta in condizioni storiche diverse ma con lo stesso spirito. “Dipende da noi farli vivere o farli morire per sempre”. Abbiamo voluto per questo, contro il pericolo dell’indifferenza, corredare il Calendario con la classica immagine di Vittorio Arrigoni, partigiano per la causa palestinese, a cui è dedicata la sezione ANPI di Aprilia e con le foto delle ragazze del liceo “Meucci” scattate dal Maestro Massimo Lanciotti, in rappresentanza dei giovani su cui di più pesano le insidie del presente, ma ai quali spetta di raccogliere la sfida per una nuova società futura. L’ANPI “Vittorio Arrigoni” di Aprilia augura agli iscritti, ai cittadini di Aprilia, ai lettori e ai fortunati che entreranno in possesso del Calendario, Un felice Anno Nuovo.
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