ROMA – Il caso delle elevatissime sanzioni per gli studenti della Sapienza che avrebbero sbagliato di qualche decina di Euro le loro dichiarazioni di reddito arriva in Parlamento. Nove deputati del Movimento 5 Stelle (Vacca, Valente, Brescia, Gallo, Marzana, D’Uva, Di Benedetto, Battelli e Chimienti) hanno infatti presentato un interrogazione al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Nell’interrogazione, dopo un’analisi dettagliata di quanto accaduto, i nove deputati affermano: “La sanzione applicata dall’università a carico degli studenti è superiore ai 2.000€ e spesso riguarda famiglie con situazioni reddituali equivalenti inferiore ai 12.000€ annui e benefici sul pagamento delle tasse, ottenuti con una eventuale volontaria dichiarazione mendace, inferiori ai 50€. E’ evidente che le dichiarazioni ISEE mendaci o non veritiere non sono state fatte in cattiva fede, visto l’irrisorio risparmio di cui ogni studente avrebbe beneficiato, ma riguarda un difetto del sistema o una oggettiva facilità nell’incorrere in errore. E’ molto facile incorrere in un errore nella dichiarazione ISEE e risultare in una fascia contributiva rispetto all’altra: basti pensare che per una famiglia composta da quattro persone con un reddito imponibile di 22.500€ con a carico le spese per la casa in affitto può essere calcolato un ISEE intorno agli 8.800€, mentre per una famiglia composta dallo stesso numero di persone che non dichiara le spese di affitto l’ISEE può superare i 9.100€; si può capire che l’errore rispetto alle fasce può essere abbastanza probabile; allo stesso modo per una famiglia con un reddito imponibile di circa 19.000€ con un nucleo familiare composto da 4 persone l’ISEE non dovrebbe superare gli 8.000€, mentre se nel corso dell’anno il nucleo familiare si riduce a 3 unità, per qualsiasi motivo, la stessa famiglia potrebbe avere un ISEE che supera i 9.000€. In entrambi i casi lo studente potrebbe passare da una fascia contributiva ad un’altra a causa della variazione di un parametro; si può intuire, quindi, quanto sia probabile incorrere a dichiarazioni non corrispondenti alla realtà”. L’introito totale che l’università avrebbe dalla riscossione di queste sanzioni supera i 6 milioni di euro. La sanzione prevista nel Manifesto agli studi non tutela affatto gli studenti di più disagiata condizione economica ma risulta a giudizio degli interroganti vessatoria nei confronti di essi. La richiesta al Ministro riguarda la promozione di un’iniziativa normativa volta a limitare l’importo massimo della contribuzione studentesca e conseguentemente ad evitare sanzioni sproporzionate rispetto alla situazione degli iscritti, con particolare riguardo agli studenti di più disagiata condizione economica.
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