La questione dei rifiuti pericolosi sepolti nei terreni della Campania e del Lazio sud, secondo le dichiarazioni del pentito Carmine Schiavone, mette in allerta anche Formia. Per questo motivo per venerdì 8 novembre alle 19 presso la sala parrocchiale di Penitro è stata convocata un’assemblea tra amministratori e cittadini per discutere della discarica di Penitro. L’incontro, fortemente voluto dall’ente comunale, sarà l’occasione per mettere alla luce documenti amministrativi e giudiziari, esami geologici, indagini epidemiologiche e formulari, la testimonianza di esperti del settore e tutto ciò che possa permettere di fare un po’ di chiarezza sulla delicata questione: “Vogliamo favorire – ha sottolineato l’assessore alla Sostenibilità Urbana Claudio Marciano – trasparenza e partecipazione, dialogare con comitati, associazioni e singoli cittadini. Venerdì relazioneremo sullo stato di avanzamento del piano di monitoraggio e adeguamento della discarica alle prescrizioni di legge. Riporteremo le analisi finora effettuate sulla salubrità dei terreni e delle acque, spiegheremo i metodi attraverso i quali tali esami sono stati espletati ed illustreremo i provvedimenti in adozione per aggiornare i sondaggi, migliorare i controlli e dare risposte competenti, corredate di studi, documenti ufficiali e dati. Inoltre – ha continuato l’assessore formiano – riporteremo l’incontro avuto col consorzio durante il quale l’amministrazione ha richiesto di aggiornare entro dicembre l’analisi di terreni e acque, visto che gli ultimi sondaggi, peraltro ottimi nei risultati, risalgono al 2011. Il prossimo anno il Comune di Formia si impegnerà ad analizzare acque e terreni con cadenza semestrale e a pubblicare ogni tre mesi un documento ufficiale in cui sarà riportato chi conferisce cosa e che tipo di controlli sono stati effettuati. La trasparenza e la condivisione costante dei dati ritengo aiuterà a consentire una discussione più matura e responsabile”. Ovvio un passaggio sulla questione sollevata dalle dichiarazioni dell’ex boss della cosca dei Casalesi: “Senza cedere né al catastrofismo, né al negazionismo – ha affermato il sindaco Sandro Bartolomeo – informeremo i cittadini sullo stato delle nostre conoscenze e sulle iniziative che abbiamo adottato per scoprire la verità. Perché è questo che vogliamo, notizie concrete sul coinvolgimento del nostro territorio nel traffico di rifiuti tossici industriali avvenuto nel sud Italia a partire dalla metà degli anni Ottanta. Faremo le nostre osservazioni, fermo restando che, ad oggi, né la magistratura, né gli atti della commissione antimafia recentemente desecretati, hanno chiarito con precisione in che misura Formia sia stata realmente interessata dal fenomeno e, in particolare, se sia stata usata come tappa di passaggio, come deposito temporaneo dei rifiuti o come cimitero di fusti da interrare”.
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