L’Arsial, l’agenzia della Regione che sostiene l’agricoltura, negli ultimi anni ha accumulato debiti per 17 milioni di euro. A questa cifra bisogna aggiungere anche il debito di 1 milione e 650mila euro dovuto alla cattiva gestione dell’Enoteca Palatium che aveva il compito di promuovere i prodotti tipici del territorio.
Considerando che l’agricoltura è un settore che può creare sviluppo e lavoro la Regione si è adoperata per porre in atto delle misure per invertire la rotta. Ecco i progetti per tornare a sostenere il settore. Il primo cardine su cui fare perno è l’innovazione. Assistenza e divulgazione delle innovazioni tecnologiche, anche grazie a protocolli con le università che consentano stage con i migliori studenti. Più opportunità per i giovani. A dicembre sarà pubblicato un bando per assegnare le terre ai giovani agricoltori. Promozione della qualità con la riduzione della chimica in agricoltura. Sostegno ai Comuni. Parte del patrimonio immobiliare dell’Arsial, che è composto da casali, chiese, padiglioni, sarà messo a disposizione dei Comuni, che potranno realizzare progetti per far ripartire lo sviluppo del territorio. Sviluppo della filiera agroalimentare. Rafforzamento dell’ufficio per il DOP e l’IGP, programmazione per competere sui mercati interni e internazionali, sostegno ai produttori con l’abbattimento dei costi e la semplificazione della burocrazia, utilizzo strategico dei fondi dall’Europa. Formazione professionale dei lavoratori anche rafforzando il legame tra la programmazione turistica e il sistema di promozione dei prodotti. “Iniziamo una grande scommessa, per evitare che un patrimonio valutato oltre 300 milioni di euro alla fine vada disperso e distrutto”, ha detto il presidente Nicola Zingaretti. La nuova Arsial “sarà il braccio operativo dell’assessorato all’Agricoltura. L’agroalimentare del Lazio – ha spiegato Sonia Ricci, assessore all’Agricoltura – vanta il 17 per cento del nostro Pil. Abbiamo un grande capitale di imprese su questo settore all’avanguardia e di eccellenza- ha aggiunto – vogliamo metterlo a sistema e valorizzarlo, non solo in Italia ma su scala internazionale. Il settore agroalimentare ha bisogno di tre cose: ricerca, sviluppo e innovazione”.


