Se si voterà a Maggio, quelli che restano da oggi, sono gli ultimi sei mesi del secondo mandato di Francesco Mastracci a sindaco di Maenza. Dopodiché gli elettori maentini saranno chiamati al voto per scegliere il nuovo primo cittadino. Ovvio quindi, che in un simile contesto, si sia entrati in un clima di campagna elettorale che, per quanto ancora attenuato, già si respira. In primis, anche nel chiacchiericcio della gente, è in voga il toto candidati. E rigorosamente tale discorso ha una valenza bipartisan visto che si discorre di candidati del centro destra e candidati del centrosinistra. E la pluralità sottintesa fa intravedere la possibilità di una corsa a quattro. Nel centro destra, l’ineleggibilità di Francesco Mastracci, come detto ha completato i due mandati consecutivi previsti dalla legge, la domanda verte sul nome del possibile successore. E le posizioni non sono ancora definite, con il discorso inchiodato alla situazione prospettata mesi fa, quando MondoRe@le era ancora cartaceo, ovvero se la scelta verterà sui giovani oppure sull’esperienza pluriennale. Nel caso di scelta giovane è una corsa a due tra Loreto Polidoro e Roberto Corsi; entrambi hanno maturato una legislatura di esperienza da legislatori, sono entrambi cresciuti e possono quindi aspirare al salto. In caso di virata verso l’esperienza pluriennale, ci sarebbe un usato garantito, già sindaco in passato, ovvero Antonio Cimmini anche se oggettivamente, l’anagrafe non depone in suo favore. Difficile pensare che gli altri “vecchi” dell’attuale maggioranza possano avere ambizioni. Sempre nel centro destra, da verificare è la posizione dell’attuale opposizione (che si è ritrovata tale anche grazie al forfait inatteso della lista Cacciotti); ovvero, resterà ancora uno schieramento a se, come detterebbe una linea di coerenza rispetto agli attriti avuti con la maggioranza in questi anni? O per ragioni elettorali verrà trovato un accordo? Daniele MArchetti, allora candidato sindaco, potrebbe essere un’alternativa valida per uno schieramento unito mentre difficilmente proverebbe di nuovo l’avventura solitaria. Dietro di lui non sembrano esserci altri pronti a raccogliere il testimone, visto che l’altro papabile, Isidoro Masi, è di solito incline a cercare alleanze ampie, anche sotto vessilli civici, anziché tantare sortite personali. Per quanto riguarda il centrosinistra invece, nei prossimi giorni, azzarderemo un discorso a parte.
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Luca Morazzano


