Doveva essere un fiore all’occhiello la nuova Strada Regionale 156; una via in grado di collegare e le province di Latina e Frosinone molto più veloceemente, favorendo scambi commerciali, logistica e traffico viario pendolare. Ed invece, dopo anni di proclami, tranne che in un tratto, giace ancora lì, progetto sospeso nell’aria, opera incompleta bloccata da anni nel territorio comunale di Sezze. A riportare in auge la questione è ancora una volta il Movimento Libero di Iniziativa Sociale che prova a ripercorrere le tappe di quella che definisce “un’aggressione programmata al territorio”. (chi è interessato a leggersi tutti i passaggi della progettazione e successive varianti può cliccare questo link di rimando al sito del MLIS). Per di più, un’aggressione sassai costosa, circa 80 milioni di euro, una sfilza di variante di progetto, incongruenze ma un perseverare che ad oggi, ancora non getta luce su un’incompiuta che rischia di restare tale per anni. Per cui il MLIS muove delle conclusioni: “Nell’atto di esprimere il parere, il Comitato Regionale per i Lavori Pubblici, ripercorrendo tutta la storia dell’opera, condivide l’attestazione del Responsabile del Procedimento nella quale si richiamano le motivazioni che hanno indotto la redazione di varianti, riconducendole alla fattispecie di cui all’art. 132 comma 1 lettera b) e al comma 3 del D. Lgs 163/2006, che attribuisce le varianti a “cause impreviste e imprevedibili” , considerandole “interventi disposti dal direttore dei lavori per risolvere aspetti di dettaglio”; non ne imputa la causa alla Stazione Appaltante ai sensi dell’art. 124 comma 8 del DM 554/99, motivandole con la non prevedibilità al momento della redazione del progetto o della consegna dei lavori. Dopo aver ripercorso tutto l’iter della vicenda, appare chiaro come l’attestazione del RUP sia un evidente tentativo di giustificare un pasticcio che ha generato un ecomostro a spese della comunità. E non sanno come uscirne! Ma è opportuno perseverare in questo progetto sbagliato? Perché non analizzare soluzioni alternative, compreso il ripensamento del tracciato al di qua della ferrovia, riducendo al minimo le interferenze con le strutture di servizio esistenti e con l’ambiente? Fermo restando che i responsabili dello sperpero di denaro pubblico debbono essere chiamati a risponderne”.
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