“Ricordo come se fosse ieri il 28 febbraio 2014, con il governatore Nicola Zingaretti che venne a inaugurare la Casa della Salute di Sezze, che a suo dire avrebbe dovuto cambiare il volto della gestione della salute e le abitudini dei cittadini. In quell’occasione non fu specificato il vero motivo della nascita dei Punti Primo Intervento e nessuno ebbe a dire che erano solo strutture nate all’interno degli ospedali dismessi per un riordino ospedaliero regionale per poi chiuderle per sempre e trasformarle in un’ambulanza medicalizzata”. Inizia così una nota di Vittorio Accapezzato, ex docente, dirigente scolastico ed esponente del centrodestra setino, che interviene sulla paventata chiusura del Punto di Primo Intervento di Sezze spiegando come per realizzare la Casa della Salute furono spese ingenti somme di denaro pubblico per l’adeguamento e la messa a norma di alcuni locali dell’ex ospedale San Carlo: “Ora si butta tutto in aria e lo sperpero aumenta, con un Punto di Primo Intervento in cui si sono registrati circa 9.600 accessi e dove il cittadino ha potuto ricevere le indispensabili cure mediche e in caso di necessità trasferito nell’ospedale più vicino. Ora, in mancanza del PPI, il cittadino non avendo più alcun riferimento sarà costretto a chiamare il 118. La decisione di chiudere il Punto di prima accoglienza di Sezze è una logica assurda e irragionevole”. Contro questa logica a Sezze è nato un movimento civico per il no alla chiusura: “Il comitato ha natura apolitica poiché nasce da un libero movimento d’opinione per costruire l’ossatura civica e politica di un’opposizione che faccia valere il diritto alla salute dell’uomo. L’organizzazione chiede, fondamentalmente, la non chiusura ma il potenziamento dei servizi. Un plauso – conclude Accapezzato – vada al comitato e a quanti consiglieri regionali della provincia di Latina e del Lazio affiancheranno questa dura battaglia”.