Alle pendici della collina sulla quale sorge Sezze esiste un anfiteatro preistorico modellato dalla natura. L’Homo Sapiens vi trovò riparo migliaia di anni fa lasciando al suo interno la prima rappresentazione della figura umana disegnata sulle pareti del riparo; tale figura antropomorfa è chiamata “Uomo a Phi” per la somiglianza con la lettera greca. In questa grotta (che fa parte dell’area denominata “Arnalo dei Bufali”) i paleontologi Blanc e Breuil di Parigi, Pei di Pechino e l’italiano Cardini nel 1936 fecero la scoperta dell’Uomo a Phi. Riconosciuto confrontandolo con i numerosi ritrovamenti fatti in Spagna appartenenti al Mesolitico, è stato datato a circa 12.000 anni fa. Il dipinto rupestre realizzato con ocra rossa è attualmente conservato all’interno dei magazzini del Museo Pigorini a Roma e il “Gruppo In Difesa dei Beni Archeologici”, insieme ad alcuni cittadini di Sezze, coordinati da Elisabetta Bruckner, Vittorio Mironti e Paolo Barozzi ha iniziato a muoversi per riportarlo a Sezze, almeno per alcuni periodi visibile alla comunità. Con il museo romano è iniziata una forma di corrispondenza che finora ha ottenuto interessanti risposte. Alessandra Serges, Funzionario Archeologo della Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico Etnografico “L. Pigorini”, ha confermato l’interesse del Ministero per questa iniziativa, affermando che il reperto è conservato all’interno dei magazzini della struttura di piazza Guglielmo Marconi. Il primo passaggio da completare è quello del restauro, del quale dovrebbero occuparsi il Comune e cittadini con il sostegno di sponsor. Poi la fase successiva dovrebbe rispettare un canone istituzionale previsto per i beni demaniali. Il Ministero dovrebbe essere contattato dall’Ente, che dovrebbe avanzare la richiesta precisando le caratteristiche sulle procedure di restauro, le tempistiche e i dettagli sulla sala espositiva. Dopo questa trattativa epistolare verrà fissato un incontro con la Soprintendenza per il recupero del reperto da consegnare al restauratore. Atti scritti e formali, espletati i quali, però, a Sezze potrebbe tornare l’Uomo a Phi, potrebbe essere esposto e si potrebbero creare anche progetti per le scuole del territorio. Insomma un’iniziativa lodevole da parte di chi cerca solo di riportarlo a casa, con un obiettivo dichiarato, quello di riuscire a farlo entro il prossimo mese di aprile, in concomitanza con la Sagra del Carciofo, evento che porta sul paese dei Lepini tantissimi turisti, che potrebbero aumentare esponenzialmente sapendo di trovare e di poter vedere con i propri occhi un reperto che rischiava di finire nel dimenticatoio.