14/08/2026 14:39

TERRACINA | Un anno senza Federico Salvagni, l’abbraccio della città sul luogo della tragedia

Una cerimonia carica di commozione per ricordare Federico Salvagni, il giovane investito e ucciso a Ferragosto dello scorso anno lungo la ex provinciale per San Felice Circeo. Questa mattina familiari, amici, rappresentanti delle istituzioni e cittadini si sono ritrovati proprio sul luogo della tragedia per rinnovarne la memoria e riflettere sul tema della sicurezza stradale.

«Federico era amato da tutti, e in ogni occasione tutti quelli che lo hanno conosciuto e gli hanno voluto bene vengono a rinnovare l’amore per lui», ha ricordato il papà del giovane, affiancato dalla mamma e dalla cugina di Federico.

Alla cerimonia ha partecipato anche il sindaco Francesco Giannetti, che ha ribadito la vicinanza dell’intera comunità alla famiglia e l’impegno dell’Amministrazione per la sicurezza della strada.

«È un dolore che tutta la nostra comunità porterà sempre nel cuore. Da subito ci siamo impegnati e continuiamo a farlo come Amministrazione per la messa in sicurezza di questa strada con attraversamenti e dissuasori, ma non basta. Dobbiamo essere consapevoli che quando ci mettiamo in macchina abbiamo un porto d’armi, che è la patente, e un’arma che è l’auto stessa. Dobbiamo usarla nel modo giusto, rispettare il codice della strada, perché questo significa rispettare la propria vita e quella degli altri. Un pensiero importante da trasmettere a tutti, perché tragedie come queste non si ripetano», ha dichiarato il primo cittadino.

Il papà di Federico ha richiamato anche i dati sulle vittime della strada, sottolineando la necessità di un intervento deciso da parte delle istituzioni. Sul fronte della prevenzione, il comandante della Polizia Locale Mauro Renzi ha spiegato che è in corso una mappatura delle aree maggiormente interessate dagli incidenti stradali, ribadendo l’impegno affinché Federico non venga dimenticato.

Al termine del ricordo, i genitori di Federico, insieme al sindaco, hanno deposto un omaggio floreale nel punto in cui il giovane ha perso la vita. È seguito un minuto di raccoglimento e un momento di preghiera con don Paolo Lucconi.

«Orgoglio, di averlo avuto come figlio e come amico, e amore eterno. Un amore che non ci separa», ha ricordato don Paolo richiamando lo striscione esposto nel giorno del funerale. «È una chiamata alla responsabilità per noi adulti e una testimonianza per i giovani, ma una sensibilizzazione delle nostre coscienze, affinché ci sia più sicurezza di vita per tutti».

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