Rubinetti spesso a secco, pressione insufficiente, rete fognaria ancora incompleta e scarsa manutenzione delle strade. I presidenti e i residenti di sette consorzi della zona occidentale di Borgo Sabotino tornano a denunciare una situazione che, sostengono, si protrae ormai da anni nonostante le numerose segnalazioni rivolte agli enti competenti.
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La protesta coinvolge i consorzi Santa Rosa, Santa Barbara, San Pietro, Lido di Foce Verde, Cirene, Anni Verdi e Nuovo Sabotino, dove oltre duemila utenze e migliaia di famiglie lamentano gravi difficoltà nell’approvvigionamento idrico. In diverse ore della giornata, spiegano, la pressione sarebbe talmente bassa da impedire il normale utilizzo dell’acqua nelle abitazioni.
Una condizione particolarmente pesante durante il periodo estivo, con temperature che possono raggiungere i 38 gradi e un’elevata umidità. Secondo i rappresentanti dei consorzi, in alcuni momenti i residenti non riuscirebbero neppure a utilizzare le docce, con conseguenze che potrebbero interessare soprattutto anziani, bambini e persone con disabilità.
I cittadini ricordano che nel 1995 i consorzi realizzarono a proprie spese una rete idrica lungo circa 16 chilometri di strade comunali. Richiamano inoltre quanto, a loro dire, sarebbe stato affermato dall’ingegnere Bernola durante una seduta della commissione Trasparenza: Acqualatina dovrebbe garantire una pressione di almeno 2,3 bar al piano terra, al di sotto della quale si configurerebbe un’interruzione ingiustificata del servizio.
Da qui la richiesta di verificare il rispetto della Carta dei servizi da parte del gestore e l’appello rivolto all’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Matilde Celentano. «Ci chiediamo dove siano l’amministrazione e gli assessori che dovrebbero tutelare i cittadini e le persone più fragili», affermano i rappresentanti dei consorzi.
Alla questione idrica si aggiunge quella della rete fognaria. I residenti riferiscono di aver finanziato direttamente, a partire dal 2000, circa dieci chilometri di condotte su strade pubbliche, sostenendo una spesa complessiva quantificata in circa due miliardi delle vecchie lire. L’opera sarebbe oggi completata all’80%, ma mancherebbe ancora un tratto di circa 500 metri necessario per raggiungere il depuratore.
I consorzi chiedono quindi di affrontare il tema dei piani di recupero, analogamente a quanto previsto per altre aree della Marina di Latina, così da consentire ad Acqualatina di completare il collegamento e ai consorzi di realizzare le restanti opere di urbanizzazione primaria.
Un’ulteriore criticità riguarda la manutenzione lungo le strade di Valmontorio. L’erba alta e la vegetazione che invade le carreggiate, denunciano i residenti, costringerebbero in alcuni punti i pedoni e le persone in attesa dell’autobus a sostare direttamente sulla strada.
I cittadini sostengono di essere spesso costretti a intervenire autonomamente, finanziando il taglio dell’erba lungo le strade e i canali per ridurre anche il rischio di incendi.
«Non è più tollerabile – concludono i presidenti e i consorziati, chiedendo interventi immediati per ripristinare una regolare fornitura idrica e garantire servizi adeguati agli oltre seimila abitanti della zona– Una comunità ormai residente per gran parte dell’anno e che continua a pagare tasse e bollette, ma che si sente trattata come composta da cittadini di serie B».


