Un sopralluogo al Parco Europa, nel quartiere Toscanini, ha spinto gli attivisti del Movimento 5 Stelle di Aprilia, Patrizio Forconi e Biagio Capasso, a chiedere alla Commissione Straordinaria chiarimenti sullo stato di attuazione del progetto europeo LIFE BEEadapt, dedicato alla tutela degli insetti impollinatori e all’incremento della biodiversità urbana.
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L’iniziativa, denominata “A Pact for Pollinator Adaptation to Climate Change”, è finanziata attraverso il Programma LIFE dell’Unione Europea. Per il Comune di Aprilia prevede un investimento complessivo di 349.355 euro, coperto per il 60% da fondi europei, pari a 209.613 euro, e per il restante 40% dal Comune, anche mediante l’impiego del personale coinvolto nelle attività.
Nel Parco Europa il progetto prevedeva la realizzazione di un prato fiorito di circa 1.445 metri quadrati, la messa a dimora di 26 alberi, oltre 500 arbusti distribuiti lungo 343 metri di siepi e l’installazione di 10 Bee Hotel, strutture destinate a offrire riparo agli impollinatori selvatici.
Dopo aver consultato la documentazione progettuale e le planimetrie esecutive, Forconi e Capasso hanno effettuato una verifica sul posto. Secondo quanto riferito dai due attivisti, nelle aree indicate come P1 e P2 non sarebbe attualmente riconoscibile il prato fiorito previsto, mentre il terreno apparirebbe in diversi punti arido e caratterizzato dalla presenza di erba secca.
Criticità sarebbero emerse anche per le siepi. Il progetto individuava sette diverse aree destinate alla piantumazione, ma durante il sopralluogo gli arbusti sarebbero risultati presenti in modo discontinuo, con alcuni tratti privi di vegetazione. Solo una delle zone esaminate mostrerebbe una maggiore densità, pur presentando segni di sofferenza.
Per quanto riguarda le alberature, gli attivisti riferiscono di aver censito tutti i 26 esemplari previsti. Due, tuttavia, risulterebbero completamente secchi, mentre altri mostrerebbero condizioni di sofferenza vegetativa, attribuibili almeno visivamente a un possibile stress idrico.
Differenze rispetto agli elaborati progettuali sarebbero state riscontrate anche nella collocazione dei Bee Hotel. Delle dieci strutture previste ne sarebbero state individuate otto: tre nell’area P2 e cinque nell’area P1. Alcune risulterebbero posizionate in maniera diversa rispetto alle planimetrie, mentre una sarebbe stata trovata a terra.
Dall’esame degli atti, secondo Forconi e Capasso, il progetto sembrerebbe ancora in fase di completamento. Non risulterebbero infatti ancora pubblicati il certificato di regolare esecuzione, l’eventuale collaudo e gli altri documenti conclusivi.
I due esponenti pentastellati chiedono quindi alla Commissione Straordinaria e agli uffici comunali di verificare la corrispondenza tra gli interventi progettati e quelli effettivamente realizzati, chiarendo se siano previsti controlli finali, lavori di ripristino e un piano di manutenzione per prati, siepi, alberi e strutture destinate agli impollinatori.
«L’obiettivo non è alimentare polemiche – spiegano Forconi e Capasso – ma fare in modo che un investimento finanziato con risorse pubbliche ed europee raggiunga pienamente le finalità ambientali per cui è stato realizzato e lasci alla città un patrimonio verde realmente curato e funzionale».





