ROCCAGORGA, il ritorno in consiglio conferma la situazione di incertezza politica

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Il primo consiglio comunale, dopo 7 mesi di commissariamento, avrebbe dovuto segnare un punto di svolta per l’assetto amministrativo, sempre più precario. Invece, paradossalmente, la Piccaro incassa due votazioni all’unanimità. La prima sul ritiro del secondo punto all’Ordine del giorno, ovvero la non cancellazione delle cartelle esattoriali fino a 1000 euro dal 2000 al 2015, in contraddizione con le indicazioni del Governo Meloni. Punto in cui si sarebbe messa in evidenza la condizione di criticità dell’amministrazione, che inizialmente non sembrava orientata ad abbonare i debiti. Invece il sindaco, considerato che da ieri è in possesso della cifra complessiva, che ammonta a poco più di 13mila euro, chiede la cancellazione del punto, poiché le casse del comune possono sopportare tale ammanco. I cittadini debitori, potranno così usufruire dello stralcio indicato dal Governo. Tutti favorevoli alla cancellazione del punto 2. In questo modo supera l’imbarazzo che la sua giunta, di centrodestra, avrebbe affrontato dovendo avversare una direttiva governativa. Dopo il consiglio però, ci tiene a sottolineare che lei è espressione di una lista civica, sostenuta anche dal centrodestra. Come a rivendicare autonomia decisionale anche verso indicazioni del governo centrale. E chissà che ne pensano Romanzi (FdI) e Dottori (FI) di questa dichiarazione.

Unanimità anche per la votazione chiesta da Fusco (Lega), punto 3 dell’odg, sul diritto alla libertà del popolo Iraniano. E’ ovvio che su un argomento del genere, le posizioni partitiche si annullano, in favore del diritto alla libertà che appartiene e deve appartenere ad ogni essere umano.  Non sono mancati momenti di scontro e strabordate fuori tema. E’ ormai palese che questa amministrazione non ha più una maggioranza. La stessa Piccaro lo sottolinea più volte nei suoi interventi, prima richiamando tutti i consiglieri al senso di responsabilità verso il paese, che non trarrebbe profitto alcuno da un nuovo commissariamento. Poi, però, perde le staffe e, opportunamente, sfida e invita i sette consiglieri di opposizione a recarsi dal notaio per porre fine a questo scenario, se ne hanno il coraggio.  Concludendo nulla di nuovo e un consiglio praticamente privo di contenuti significativi per il destino amministrativo del centro lepino. L’ipotesi di azzeramento di giunta, che il Sindaco aveva annunciato, è accantonata in attesa che qualche consigliere di opposizione mostri interesse a valutare l’offerta. Passerà un po’ di tempo prima della nuova riunione dell’assise. Intanto Roccagorga resta incastrata in un triste periodo politico, in cui i partiti non sono più al centro dell’azione, da destra a sinistra, perché tutti indecisi e impreparati su come affrontare il futuro imminente.

Agnese Ciotti

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