Sansepolcro terra d’arte: i paesaggi segreti di Enzo Chialli

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Sansepolcro, borgo illustre vicino ad Arezzo nella Valtiberina, ha una qualità speciale: quella di avere un legame speciale con l’arte. Inutile dire che è il paese natale di Piero della Francesca, e già questo paragone farebbe impallidire qualsiasi altro aspirante pittore dei luoghi, ma i figli della dolce collina aretina continuano con umiltà e passione a coltivare i talenti segreti. È questo il caso di Enzo Chialli che ha inaugurato la sua prima mostra personale nel Museo Civico di Sansepolcro il 2 dicembre con la presentazione a cura di Roberto Manescalchi, autore di “Pagine Nuove di Storia dell’Arte” e “Architettura e Stile Arte”. Enzo ha il piglio tipico del toscano vero e la delicatezza di chi ha avuto un rapporto privilegiato con la terra, diretto e appassionato cultore dei valori della civiltà contadina. La Mostra espone la produzione di opere realizzate negli ultimi anni, le cui tematiche molto care all’Artista, vanno dalle Tradizioni dalla Civiltà contadina con un marcato richiamo alla Campagna toscana, suggestivi paesaggi marini, nature morte, per poi giungere ad autentici tributi alla propria Terra di origine, la Valtiberina Toscana. Un repertorio comune a molti pittori figurativi e un sentimento presente e vivo nella storia della nostra civiltà pontina. L’artista ha la particolarità di rappresentare i fatti e le emozioni ancora vive nel suo ricordo attraverso un punto di vista intimo e speciale. Chialli usa escamotage di ogni genere per rendere articolata e al contempo semplice la prospettiva delle sue visioni bucoliche: scene nelle scene, livelli di prospettiva diversa, piccoli particolari nascosti da individuare come premi finali. Mi emoziona la vista di un albero frustato dalla furia del vento, testimone di un disastro atmosferico accaduto realmente qualche tempo fa, chinarsi al suolo rappresentato con una tavolozza di colori freddi, algidi come l’indaco e il viola. Lo stesso si staglia sulla campagna toscana accesa dalle fiamme dell’estate, in contraddizione con l’onomatopea visiva che identifica la passione del colore con il pericolo e la trasgressione, che qui diventa invece quiete consolatoria. Se capitate a Sansepolcro in questo periodo ricordatevi di visitare, oltre ai capolavori di Piero e della sua Scuola, anche il mondo gentile di questo artista toscano.

Fino al 16 dicembre.

Antonia Rizzo

 

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