A Sezze religiosità e laicità, come è giusto che sia, hanno la stessa valenza, ma per i non credenti si crea un problema quando occorre svolgere una cerimonia funebre di un loro caro. Ad accorgersene un cittadino di Sezze, Giancarlo Liberatori, che ha deciso di sottoporre la questione al sindaco Di Raimo protocollando una nota nella quale si evidenziano alcune lacune che Sezze dovrebbe colmare nei confronti di chi ha un credo religioso differente e vuole ricevere un funerale laico. Mentre per i matrimoni, infatti, l’ente ha da tempo messo a disposizione delle coppie che vogliono sposarsi solo con rito civile diverse strutture, in primis la sala Ercole del Museo, per i funerali laici non è stata adibita alcuna struttura comunale e spesso chi deve svolgerla si rivolge a privati. Una richiesta che prosegue anche con un’altra serie di considerazioni. Con la stessa difficoltà di trovare un luogo per svolgere le funzioni laiche, è stato segnalato al sindaco il problema delle cremazioni: “Prima di tutto – si legge nella nota – chi decide di cremare un proprio caro deve essere costretto ad andare fuori provincia (spesso anche fuori Regione, ndr) in quanto la nostra è sprovvista di impianto idoneo e non sarebbe male cercare di creare questo servizio con apposito bando”. Una richiesta che fa il paio con un’altra, relativa al problema successivo, quello della dispersione delle ceneri: “Voglio ricordare che il nostro Comune – spiega Liberatori facendo anche riferimento alla normativa che regola queste procedure, la legge 130 del marzo 2001 – è proprietario di una parte di spiaggia nel litorale di Latina che potrebbe essere utilizzata per la dispersione in mare, mentre per la dispersione in montagna sarebbe necessario stabilire un luogo sulla Semprevisa dove poterla effettuare. Ma siamo carenti – prosegue la lettera indirizzata al sindaco – anche sulla questione della dispersione all’interno dello stesso cimitero comunale, mentre in altri enti questa pratica è già in uso”.