Arriva l’ennesima fumata nera sul fronte politico a Sezze, soprattutto dopo la riunione che si è svolta martedì in tardo pomeriggio e che ha visto un altro acceso confronto tra il primo cittadino, Sergio Di Raimo, e i componenti del suo consiglio comunale (tutti presenti tranne Ernesto Di Pastina, Marzia Di Pastina ed Enzo Polidoro), chiamati a confrontarsi su quella che dovrà essere la nuova giunta, dopo la decisione del sindaco di togliere le deleghe ai componenti dell’esecutivo e di aprire un fronte di discussione all’interno dei gruppi politici che lo sostengono da ormai due anni. Da quanto emerso dall’incontro che si è svolto all’interno della stanza del primo cittadino, la situazione non si è ancora risolta e sono state diverse le voci di dissenso che si sono alzate nei confronti proprio del sindaco e della gestione della crisi, apertasi con l’accorato intervento di Giovanni Bernasconi in consiglio comunale (prima dell’approvazione del Bilancio di Previsione), alimentatasi con i risultati delle elezioni europee che hanno visto un crollo verticale del centrosinistra a vantaggio soprattutto della Lega, esplosa quando il sindaco, un po’ a sorpresa, ha deciso di togliere le deleghe ai suoi assessori, non azzerando però la giunta, ma di fatto rendendola inoperabile. Proprio questa decisione potrebbe essere stata la causa dei malumori all’interno della maggioranza, che probabilmente si sarebbe attesa un atto di responsabilità da parte del sindaco e che invece è stata attaccata dallo stesso primo cittadino, che un istante prima di togliere le deleghe ai componenti del suo esecutivo aveva richiamato ad un maggiore impegno lo stesso esecutivo, i consiglieri comunali tra i banchi della maggioranza e i dipendenti del Comune. Nessun accenno, invece, alle proprie responsabilità, soprattutto in considerazione del fatto che la gran parte delle scelte sono state proprio appannaggio di Di Raimo, che si è limitato a dire che nella vita professionale non ha mai fallito un obiettivo e che l’esperienza politica non sarebbe stata la sua prima occasione di fallimento. Peccato, stando almeno ad un’analisi superficiale della situazione, che l’impressione è che lo stesso sindaco non sappia ancora come muoversi in questa intricata questione che dura ormai da dieci giorni, tanto da chiedere agli stessi consiglieri la disponibilità a dimettersi per entrare in quella che sarà la nuova giunta. Metà politica e metà tecnica, con la necessità di tutelare le “quote rosa”? Difficile a dirsi, ma la sensazione è che la fiducia sia ormai agli sgoccioli.