Nessun festeggiamento, ma i due anni esatti dalla proclamazione del sindaco Sergio Di Raimo sarebbero dovuti e potuti essere una buona occasione per fare il punto su quanto svolto in questi 730 giorni alla guida della città e magari rilanciare la propria attività amministrativa per il triennio appena iniziato. Così, però, non è stato e il 12 giugno di due anni dopo entra di diritto negli annali come uno dei momenti più bassi della vita amministrativa della città, con una situazione paradossale, amministrativamente e politicamente parlando, che è culminata con l’aula deserta, almeno sul fronte della maggioranza ed un consiglio comunale che non si è potuto svolgere per la mancanza del numero legale. Un consiglio che, oltretutto, era stato richiesto dalle forze di opposizione e nel quale si sarebbe dovuto discutere di due temi particolarmente caldi, quello relativo alla situazione della statua da realizzare all’interno del belvedere adiacente al duomo di Santa Maria, con una procedura che probabilmente non ha rispettato i criteri stabiliti dalla normativa vigente (delibera di giunta senza passare dal consiglio e donazione alla città poi trasformata in una sorta di comodato d’uso gratuito), e quello, altrettanto delicato, relativo alla richiesta milionaria della Regione Lazio (4,7 milioni di euro) per l’acqua non pagata nel ventennio 1983-2003. Temi caldi, come detto, ma sui quali la maggioranza ha deciso di non volersi confrontare, in barba alle forze di opposizione che avevano espressamente chiesto di ragionare insieme sui due casi che stanno tenendo banco in queste settimane in città. La situazione, però, oltre al consiglio deserto è ancor più grave se si considera anche lo stato dell’amministrazione, esploso con la decisione del sindaco di azzerare tutte le deleghe assessorili, tenendo l’esecutivo in una sorta di limbo e dando vita ad una serie di confronti interni che finora non sono riusciti a portare ad alcuna soluzione. Certamente nessuno due anni fa, dopo lo straordinario 54% dei consensi che aveva regalato la vittoria al primo turno a Di Raimo, si sarebbe aspettato di trovarsi in una situazione del genere, con una città praticamente piantata su se stessa e la costante impressione, confermata dai fatti, che si stia ragionando su troppi fronti aperti, senza minimamente concentrarsi sulla crescita, con ripercussioni sulla stessa fiducia che due anni fa i cittadini avevano fornito agli attuali amministratori. Decisioni e messa in campo di azioni concrete. Queste le richieste dei cittadini, alle quali finora nessuno è stato in grado di rispondere.