In un clima ancora particolarmente teso dopo la decisione del sindaco Sergio Di Raimo di togliere le deleghe ai componenti del proprie esecutivo e di aprire una fase di confronto che finora non è stata ancora chiusa definitivamente, torna a riunirsi il consiglio comunale di Sezze, convocato dal presidente Enzo Eramo per mercoledì prossimo, 12 giugno, a partire dalle 18 all’interno dell’aula intitolata ad Alessandro Di Trapano. Una riunione straordinaria, che si è resa necessaria dopo l’espressa richiesta delle minoranze consiliari, che hanno deciso di sottoporre all’attenzione della massima assise cittadina le due questioni calde del momento: quella relativa alla statua di San Lidano che dovrebbe sorgere all’interno dell’area del belvedere a ridosso del duomo di Santa Maria e quella, emersa negli stessi giorni, relativa alla richiesta della Regione Lazio nei confronti del Comune di 4,7 milioni di euro per acqua non pagata nel periodo dal 1983 al 2003. Due situazioni distinte, ma che hanno messo in imbarazzo l’amministrazione. Nel primo caso la questione, dopo due delibere (la prima che parlava di donazione della statua, la seconda qualche giorno dopo che invece parlava di un bene che sarebbe rimasto di proprietà del privato) licenziate dalla giunta nel giugno 2018, era esplosa mediaticamente all’apertura dei lavori al belvedere di Santa Maria. L’ente aveva inizialmente provato a difendere la sua scelta, ma poi una determina dell’ufficio tecnico aveva congelato tutto in attesa di comprendere nel migliore dei modi le procedure adottate e, a questo punto, la stessa fattibilità dell’operazione. Nel secondo caso, invece, era stata una nota della Regione ad aprire un fronte, questo di carattere squisitamente economico-finanziario, nel quale il Comune si era trovato suo malgrado. Anche le tempistiche, in questo caso, giocavano un ruolo determinante, con l’inizio dei pagamenti che si sarebbe dovuto formalizzare entro 60 giorni. Entrambe le situazioni createsi hanno messo in moto un meccanismo che ha portato le opposizioni consiliari a chiedere lumi su quanto stava accadendo. E mercoledì qualche risposta dovrà necessariamente arrivare. Ad occuparsene, però, salvo stravolgimenti dell’ultima ora, non saranno gli assessori della giunta Di Raimo, attualmente senza alcuna delega dopo la decisione di dieci giorni fa, ma lo stesso primo cittadino, che nel corso della riunione potrebbe essere chiamato anche a spiegare a che punto sia arrivata la fase di confronto con la sua maggioranza e quando si doterà di nuovo di una giunta operativa.