In quel lontano 1814, l’Arma nasce al servizio della popolazione per garantire ordine e sicurezza e assicurare il rispetto della legalità. Da allora si è sviluppata la sua impareggiabile storia di eroismo e di incondizionata dedizione al bene comune ed il Carabiniere, nelle piccole come nelle grandi municipalità è diventato espressione pulsante della vicinanza dello Stato al cittadino e fiero custode di uno straordinario patrimonio di valori e idealità. La Cerimonia, a cui hanno preso parte, il Prefetto di Latina, dott.ssa Maria Rosa Trio, le massime Autorità civili, della magistratura, militari e religiose provinciali, ha visto schierato una reparto di formazione composto da una rappresentanza di militari in servizio presso il Comando Provinciale, dei Comandanti di Stazione e dei reparti specializzati, nonché alcuni mezzi storici in uso all’Arma negli anni ‘50 e ‘80.
Dopo la lettura del messaggio del Presidente della Repubblica e dell’ordine del giorno del Comandante Generale dell’Arma, il Colonnello Gabriele Vitagliano, Comandante Provinciale, ha commemorato l’evento soffermandosi sulla prestigiosa storia dell’Arma (di cui era testimone d’eccezione, presente alla cerimonia, il carabiniere Mario Ciavaglia, protagonista nel 1943 di una rocambolesca fuga dai lager nazisti dove era stato deportato, al pari degli altri carabinieri della capitale, in vista del ghetto di Roma) e sulla continua, diuturna azione di contrasto al crimine, esercitata dalle Stazioni, dalle unità Radiomobili e dagli altri reparti, che ha consentito all’Arma di perseguire ben il 76% di tutti i reati denunciati in provincia. Un momento toccante è stato rappresentato dalla lettura della lettera di una madre, preoccupata per il dilagare della droga fra i giovani, fenomeno al cui contrasto il Comando Provinciale dedica molte risorse investigative. Un saluto particolarmente affettuoso è andato alle famiglie dell’Arma, vicine ogni giorno ai militari, di cui condividono sacrifici e soddisfazioni, un commosso pensiero è stato indirizzato a tutti i Carabinieri della provincia caduti nell’adempimento del dovere; ai loro orfani e alle loro vedove l’Arma si stringe con rispetto ed affetto.
Da 205 anni l’impegno di fedeltà al Paese è basato sulle stesse meravigliose motivazioni e sul medesimo desiderio di servire il bene comune in silenzio, per l’intima, autentica convinzione di operare per la causa più giusta. “i Carabinieri non sono altro che autentici figli del popolo, preposti alla tutela delle leggi e dei cittadini”, scrisse il Generale Brunetto Brunetti, allora Comandante dell’Arma dei Carabinieri Reali, nel suo ordine di servizio del maggio del 1946, diramato per il referendum sulla forma istituzionale repubblicana. Nell’ultimo anno, i reparti dell’Arma dislocati nella provincia hanno perseguito, come già detto, il 76% degli illeciti penali consumati nel territorio provinciale scoprendo gli autori di oltre 3.400 reati; 506 di loro sono stati tratti in arresto. Sono stati conseguiti importanti risultati investigativi, afferenti al contrasto di fenomeni corruttivi nell’ambito di assegnazione di gare d’appalto pubbliche evidenziati nelle tre operazioni convenzionalmente denominate (tiberio, tiberio 2, touch down) ed altresì orientati alla disarticolazione di un sodalizio criminale di matrice camorristica responsabile del trasferimento fraudolento di denaro e utilità di provenienza illecita a cui sono stati sequestrati beni mobili ed immobili per circa 1 milione di euro (operazione aleppo). Va, poi, ricordato il grande impegno profuso per assicurare i molti risultati meno eclatanti ma sicuramente vicini alle esigenze del cittadino, anche nei settori d’intervento dei reparti specializzati (Forestali, NAS, Ispettorato del Lavoro, Tutela Patrimonio Culturale). Durante la cerimonia sono state consegnate 25 ricompense a militari del Comando Provinciale distintisi nel corso di operazioni di servizio.