Come prevedibile, è stata una mattinata complicata e particolarmente tesa quella di ieri a Sezze, con la convocazione della commissione elettorale che doveva stabilire gli 88 cittadini da inserire nelle 22 sezioni elettorali in vista della chiamata alle urne per le elezioni europee che si svolgerà il prossimo 26 maggio. Sul tavolo la solita questione, evidentemente ancora irrisolta nonostante le buone intenzioni che si palesano da ormai due anni, quella relativa al modus operandi per la scelta degli stessi scrutatori. Da una parte una maggioranza più compatta che mai, soprattutto rispetto allo scorso anno in cui un certo imbarazzo si era evidenziato, ha deciso di nominare direttamente gli scrutatori, mentre dall’altra parte le opposizioni che, forti proprio di quanto accaduto lo scorso anno, erano rimasti sulla posizione già messa in atto nell’ultima occasione, quella del sorteggio, sperando che questa volta sarebbe stato integrale. Ma così non è stato e la tensione è subito esplosa tra l’esponente de Il Biancoleone Serafino Di Palma e il sindaco Sergio Di Raimo, che hanno avuto un pesante alterco davanti agli occhi esterrefatti degli altri consiglieri presenti e di diversi funzionari del Comune di Sezze. Il sindaco, dopo la lite, ha cercato di gettare acqua sul fuoco della polemica spiegando come la scelta dei consiglieri fosse stata dettata dalla situazione economica degli scrutatori nominati. Ma la realtà ai più è sembrata diversa, con alcuni nomi che stonavano con i principi esposti qualche minuto prima dallo stesso sindaco. Tra i nominati senza sorteggio, infatti, sono usciti casi di marito e moglie, fratelli e addirittura una cittadina che non fa nemmeno parte della lista elettorale, 2140 setini dai quali attingere per scegliere gli 88. Le opposizioni, dal canto loro, hanno sottolineato come questa procedura, sebbene la legge lo consenta, sia inopportuna e possa dare adito a retropensieri, confermando la volontà, poi eseguita, di estrarre a sorte i 22 che spettavano alle minoranze. A distanza di due anni dalla prima esplicita volontà (dell’allora sindaco Andrea Campoli) di procedere a sorteggio integrale e ad un anno dalla scusa accampata dal capogruppo del Pd Armando Uscimenti (“Non eravamo pronti”), insomma, la situazione non è cambiata e a nulla è valsa la promessa del sindaco di convocare una riunione della stessa commissione per stabilire un nuovo regolamento, mentre invece sarebbe stato sufficiente, già da ieri, affidarsi al buonsenso e dare la possibilità a chiunque di poter essere estratto.