Sindaco di Fondi dal 2010, rappresentante dei comuni italiani nel Comitato Europeo delle Regioni a Bruxelles, vice presidente dell’Anci Lazio, ma anche consigliere comunale, assessore comunale e consigliere provinciale. Parla da sé il fitto curriculum politico di Salvatore De Meo, che in vista dell’imminente appuntamento con le elezioni europee, è stato a Sezze, lo scorso giovedì, a presentare la sua candidatura e il progetto politico che intende perseguire nell’Unione. L’incontro si è tenuto presso la sala Ercole del Museo Archeologico, alla presenza del sindaco di Sezze, Sergio Di Raimo e di alcuni esponenti del consiglio comunale. Direttamente dai banchi della minoranza, Paride Martella, Serafino Di Palma e Giovanni Moraldo, che ha fatto da moderatore all’incontro, esprimendo il suo più sentito sostegno al sindaco di Fondi e Alessandro Ferrazzoli e Mauro Calvano a rappresentare gli esponenti della maggioranza. A dimostrazione di come spesso il sostegno un candidato sia svincolato da fazioni e colori politici ma si fondi su solide basi di rapporti umani, di profonda stima e rispetto. A sostenere la sua candidatura anche il coordinatore provinciale di Forza Italia, Alessandro Calvi e il consigliere Regionale, Giuseppe Simeone che, attraverso i loro interventi, hanno rimarcato le notevoli competenze in ambito politico e amministrativo che Salvatore De Meo ha maturato in anni di esperienza nel panorama locale e le grandi capacità che lo contraddistinguono. “Io sono un convinto europeista – ha esordito così Salvatore De Meo dopo aver salutato e ringraziato i cittadini presenti in sala – quello delle elezioni europee è un appuntamento importantissimo, che per troppi anni non ha goduto della dovuta rilevanza. L’Europa non è sempre vista di buon occhio, purtroppo paghiamo le conseguenze di decenni in cui i politici ci hanno fatto credere che fosse l’Unione a non darci le dovute opportunità, quando in realtà erano loro a non essere in grado di sfruttarle, non intercettando a pieno i fondi e i contributi europei”. De Meo ha spiegato come i tanti anni di esperienza da amministratore locale siano stati determinanti per comprendere come interagire al meglio con le risorse comunitarie e soprattutto come rilanciare le realtà locali attraverso un palcoscenico globale. “Non mi sento unicamente rappresentante della mia città, mi sento portavoce di un intero territorio. Ho avuto modo di comprendere bene quali siano i limiti e i punti di forza della nostra realtà, non possiamo immaginarci isolati, nostro dovere è guardare oltre – ha spiegato, rimarcando il legame d’appartenenza che lo lega a questi territori – il nostro patrimonio che è caratterizzato da una serie di identità che ci possono garantire fortune, ma finora non siamo stati in grado di metterle a sistema. Bisogna ripartire dai territori, in un mondo globale la sfida si vince su base locale”. De Meo ha poi spiegato quali saranno le istanze che farà valere maggiormente se entrerà a far parte del parlamento europeo, partendo dai temi caldi che infiammano il dibattito politico negli ultimi mesi. Dall’immigrazione da affrontare con serietà e credibilità, interrogandosi sulle cause e intervenendo direttamente nei luoghi da cui hanno origine i flussi migratori, alla sicurezza, lottando strenuamente per la certezza della pena e rivedendo in chiave più oculata i provvedimenti sulla legittima difesa. “Ho accettato di impegnarmi in questo momento delicato perché credo sia necessario dare un segnale per mettere a freno l’isterismo politico e la moda populista che dilagano – ha proseguito De Meo, spiegando le ragioni della sua candidatura – abbiamo il dovere morale di recuperare questo momento di crisi istituzionale. Parlare con i cittadini e confrontarmi con loro è stato fondamentale per farmi comprendere a pieno il mio compito come politico”. Salvatore De Meo ha infine salutato i cittadini di Sezze presenti all’incontro, ricordando quanto sia stato e sia tuttora fondamentale il ruolo dell’organismo comunitario in termini di sviluppo della democrazia e di garanzia dei diritti, invitando tutti ad andare a votare, ad esercitare il proprio dovere di cittadini, ma soprattutto a far valere un loro diritto. “L’Italia è uno degli stati fondatori dell’Unione Europea. Un organismo che ci ha garantito pace, democrazia, uguaglianza, coesione e diritti sociali. Elementi che sembrano scontati ma, un po’ come l’ossigeno, diventano indispensabili quando ci vengono sottratti”.

Francesca Leonoro