Potrebbe essere considerata illegittima l’approvazione del Bilancio di Previsione 2019-2021 del Comune di Sezze, votato dalla maggioranza Di Raimo lo scorso 30 marzo. E’ quanto traspare all’interno di una nota che il gruppo di minoranza de Il Biancoleone, formato dai consiglieri Serafino Di Palma, Paride Martella e Giovanni Moraldo, ha protocollato ieri mattina e spedito all’attenzione del Prefetto, dell’albo dei segretari comunali e provinciali presso la Regione Lazio e del sindaco di Sezze. Cinque i punti critici rilevati nel documento, a cominciare dalla questione legata ad una presunta violazione delle norme di deposito dei documenti delle deliberazioni di approvazione del Bilancio, che secondo gli esponenti delle opposizioni non sarebbero stati rispettati, così come fatto presente proprio in occasione del consiglio, prima che iniziasse il confronto tra le parti. La seconda illegittimità, invece, riguarda la delibera di giunta e l’approvazione dello schema che, sempre secondo il gruppo de Il Biancoleone, sarebbe stata licenziata senza la nota integrativa. Problemi che si riscontrano anche nel mancato inserimento all’ordine del giorno della nota di aggiornamento al Dup, mentre la quarta illegittimità sarebbe dovuta alla mancanza dell’approvazione del Piano Triennale delle Opere Pubbliche. Decisamente sconvolgente, infine, la quinta presunta illegittimità, che riguarda la figura del vicesegretario comunale, Piero Formicuccia, che avrebbe svolto l’incarico (in sostituzione dell’ex segretaria Daniela Falso, già trasferitasi altrove) senza avere i requisiti necessari, nello specifico il titolo di studio idoneo a ricoprire quella carica. Secondo i firmatari della nota protocollata, infatti, la normativa vigente nel Comune di Sezze (aggiornata al mese di gennaio 2018) prevede che per ricoprire l’incarico di segretario (e quindi di vicesegretario) occorra essere in possesso di una laurea in giurisprudenza o scienze politiche o economia e commercio, mentre il titolo di studio di Formicuccia, come si desume dal suo curriculum vitae, è in psicologia. Secondo i firmatari, inoltre, l’ente non avrebbe comunicato la reggenza all’organo preposto. Da qui le conclusioni, rivolte al Prefetto: “In virtù della macroscopica inottemperanza di molteplici obblighi di legge e di fronte alla ripetute violazioni dei procedimenti legislativi – si legge nella nota – chiediamo il suo intervento, ponendo attenzione al fatto che la mancata approvazione rende illegittima l’applicazione delle tariffe, aprendo la strada ai ricorsi dei cittadini”.