Primo posto in fase regionale per la scuola secondaria inferiore dell’IC Roccagorga-Maenza con una performance per la coreografia e messa in scena di Vincenzo Persi al Concorso “Il mio Infinito”: Bicentenario de “L’Infinito” di Giacomo Leopardi. Il Concorso nazionale ”Il mio Infinito”, indetto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in collaborazione con Casa Leopardi e rivolto a tutte le scuole primarie, secondarie di I e II grado, statali e paritarie, si poneva l’obiettivo di stimolare la riflessione critica, la creatività e l’espressività dei giovani studenti, cimentandosi con la “propria” visione di Infinito. Referente del progetto la prof.ssa Antonia Corbi, e da un’idea di Pier Giulio Cantarano, l’IC Roccagorga – Maenza, dirigenza del prof. Marco Scicchitano, si è rivolto a Vincenzo Persi per la coreografia e la messa in scena della performance, che a sua volta si è affidato a Luca Faustinella per le riprese del video e la post-produzione. Il Direttore artistico di GKO Company in quest’occasione ha voluto dare un taglio “umano” al videoclip realizzato, che oscilla fra il limite dell’essere umano e la voglia di evadere che nasce dinanzi alla vastità dell’universo: “Leopardi è un grande classico sempre attuale, di straordinario spessore morale e psicologico, che favorisce processi di identificazione e di proiezione, coincidenti con certi passaggi e certe malinconie tipiche dell’età e dei luoghi dei ragazzi con cui ho lavorato nel progetto”, afferma Persi. La giovinezza non è un’età equilibrata né senza voglia di ribellione. Al contrario, essa è l’età dei conflitti interiori e delle incertezze. Leopardi è capace di dare voce alla grande voglia di evadere dal suo Paese, di non accettare tutto quello che è ovvio e quotidiano. Ognuno ha la sua siepe e tutti hanno la propria immaginazione che vola libera nel tempo e nello spazio. Parallelamente i giovani studenti di Roccagorga hanno interpretato il desiderio di evadere dal piccolo Paese, con tanto di paure ed emotività. Leopardi si fa contemporaneo avendo vissuto il nostro stesso stato d’animo 200 anni fa. A mutare solo gli aspetti sociologici.