Anche Roccagorga, dopo Sezze e Maenza, avrà la sua Sacra Rappresentazione Passione e Morte di Nostro Signore. L’evento, che si terrà nel centro lepino il giorno di Venerdì Santo, è stato presentato ieri pomeriggio all’interno del teatro comunale. Ad inaugurare la prima edizione, dopo l’esperimento dello scorso anno che si è svolto all’interno della chiesa dei SS Leonardo ed Erasmo, il sindaco Carla Amici, il vicesindaco Sante Tullio, don Pietro Domanski e Giulio Ciotti, il regista tra gli ideatori dell’iniziativa, che hanno spiegato come si svolgerà un evento sul quale la città ha deciso di puntare. A fare gli onori di casa, dopo l’introduzione del vicesindaco, ci ha pensato il primo cittadino, che ha precisato come l’iniziativa non sia in alcun modo concorrenziale con altre che si svolgono da decenni sui Lepini. Un prodotto completamente diverso, come spiegato nel dettaglio dal regista Giulio Ciotti, con poco spazio al “teatro” e alla teatralità nel senso stretto del termine, ma piuttosto un momento di condivisione con la cittadinanza, che sarà al tempo stesso protagonista e fruitore dell’evento, all’interno di Piazza VI gennaio. Diversi i quadri previsti, con una voce fuori campo a narrare cosa accade e altre voci a creare i dialoghi che gli interpreti, solo visivamente, cercheranno di creare all’interno della piazza. Dall’arresto di Gesù nel giardino del Getsemani, fino al sinedrio, alla flagellazione, a Ponzio Pilato, per poi arrivare alla via Crucis e alla crocifissione. Due ore nelle quali, come spiegato anche dal parroco della chiesa di Roccagorga, si punterà a far meditare piuttosto che ad assistere ad uno spettacolo. Una unità di intenti che si è percepita nelle parole di tutti e che ha spinto gli organizzatori, la parrocchia e l’amministrazione comunale ad investire su un progetto che, sebbene al primo anno, vanterà la presenza di circa 70 figuranti. Nella novità della rappresentazione della Passione, però, continuerà a trovare spazio anche la tradizione di Roccagorga, con i focaracci, che verranno accesi dopo che il Cristo Morto sarà accompagnato in processione e deposto all’interno della chiesa. Una sfida di tutta la comunità rocchigiana, che ha già risposto presente confermando grande disponibilità a partecipare.