L’evento di presentazione della guida turistica dei Monti Lepini, che ha avuto luogo martedì 25 settembre presso la sede dell’Enit, a Roma, ha visto il susseguirsi di diversi interventi di stampo tecnico. Ha aperto le danze Stefano Ardito, autore dell’opera e celebre giornalista, scrittore, fotografo e documentarista, ampiamente riconosciuto come una delle voci più autorevoli in Italia in materia di montagna e alpinismo, di sviluppo turistico sostenibile e di conservazione della natura: “I Lepini sono IL Lazio. Altri tipi di ambienti, di realtà del Lazio, hanno caratteristiche che si possono riscontrare anche in altre regioni, mentre il preappennino laziale, con il suo livello di biodiversità e con il suo presentarsi come un balcone affacciato sul mare, è assolutamente unico. I Lepini, da questo punto di vista, oltre ad essere un esempio delle meraviglie del Lazio, sono un aspetto essenziale della singolarità di questa regione”. Ha proseguito Vincenzo Scozzarella, storico dell’arte, che ha proposto una carrellata di immagini di opere particolarmente rappresentative dell’arte nei Monti Lepini, ponendo l’accento, nonostante nell’area dei Lepini abbiano operato artisti di gran caratura, sugli artisti meno noti al grande pubblico, ma che, tuttavia, “hanno lasciato un’impronta importante sul territorio e sulla sua identità”. L’archeologo Francesco Maria Cifarelli ha sviscerato, invece, il tema del patrimonio archeologico sui Lepini: “Questi territori hanno un patrimonio archeologico ricchissimo. Spiccano all’interno di esso l’opera poligonale, che caratterizza i centri più antichi come Cori, Segni, Norma, Sezze ed Artena, oltre alle testimonianze del tardo ellenismo, come l’acropoli e il ninfeo di Segni, i tempi di Cori e l’acropoli minore di Norma, che hanno visto luce dopo le conquiste da parte di Roma nel mondo greco. Conquiste cui presero parte anche le antiche città dei Lepini, in veste di alleate libere di Roma, e non di sue sottoposte”. Tommaso Agnoni, presidente della Fondazione Caetani, ha concluso la serie di interventi tecnici parlando di due assoluti gioielli del territorio, il Giardino di Ninfa e il Castello Caetani di Sermoneta: “Il Giardino, recentemente incoronato come il secondo giardino più bello d’Europa, accoglie 75 mila visitatori all’anno, mentre il Castello a Sermoneta ne ospita 40 mila. Grazie all’implementazione del sistema di prenotazione online, abbiamo dato la possibilità ai visitatori, che possono evitare file lunghe ore, di pianificare la giornata sul territorio, con effetti positivi anche sulle città limitrofe”.