A Campoleone, un territorio residenziale diviso tra i comuni di Aprilia e Lanuvio, uno splendido monumento di street art è stato realizzato nei pressi della stazione ferroviaria, complice una vecchia cabina dell’Enel segnata dal tempo. Amo particolarmente il connubio tra il classico e il contemporaneo e l’esperimento realizzato a Campoleone è  particolarmente interessante perchè si tratta di un intervento compiuto in un territorio diverso dal contesto urbano nel quale questa forma d’arte si è sviluppata, in una zona dominata dal verde e da costruzioni di piccola cubatura che suggeriscono un’idea di paesaggio conciliante e tranquillo. Segno dei tempi e dell’arte, capace di infiltrare e di diffondere energia in qualsiasi tessuto sociale. L’idea è nata dai giovani componenti del Comitato di quartiere e dall’impegno del Vice Presidente Luca Di Stefano che ha portato a termine il progetto con un concorso pubblico presentato ai Consiglieri, poi ai cittadini nell’Assemblea Pubblica del 30 giugno 2017 e approvato infine dalla maggioranza. L’idea del progetto nasceva dal fatto che il CdQ si era costituito il 28.12.2016 ed erano da poco iniziati i lavori di riqualificazione della strada di Via Campoleone Scalo per la realizzazione di nuovo marciapiede ed un nuovo manto stradale. Da qui l’idea di chiedere ad Enel Distribuzione S.p.A. la possibilità di una ristrutturazione e di una trasfomazione delle pareti in vere e proprie opere artistiche. A distanza di poche settimane la Società ha risposto con parere positivo e ha proceduto all’intonacatura e alla sostituzione della porta in ferro e della grata posteriore. Gli esecutori di questa opera originale di strada sono due artisti famosi nell’ambiente della street art, Steven James Vitoni  in arte Noise  e Matteo, detto Howen, che hanno partecipato al bando e si sono offerti a titolo gratuito, entusiasti dall’iniziativa. Se passate da Campoleone, sarà un motivo in più per fermarvi ad ammirare il grande leone raffigurato che troneggia dall’alto, tra gli olivi e la vita che scorre con grazia.

Antonia Rizzo