Sono partite a pochi giorni di distanza l’una dall’altra, dopo le polemiche iniziali, le campagne di raccolta firme per evitare che il 31 dicembre venga depotenziato il Punto di Primo Intervento di Sezze, tra i 7 in provincia di Latina che dovrebbero rispettare i dettami del Decreto Ministeriale 70 del 2015, accolto dalla Regione Lazio nel mese di marzo del 2017. In campo, per l’ennesima battaglia contro i tagli indiscriminati del comparto sanitario che solo a Sezze hanno portato in dieci anni alla chiusura dell’ospedale “San Carlo”, al depotenziamento delle strutture e del Pronto Soccorso e che adesso rischiano di depotenziare anche il Punto di Primo Intervento, due forze distinte. Da una parte il comitato spontaneo “Sos Punto di Primo Intervento di Sezze” che la scorsa settimana ha organizzato una manifestazione cui hanno preso parte diversi esponenti politici, dall’altra la locale sezione della Lega. Sebbene lo scopo sia identico, quello cioè che il Ppi di Sezze resti aperto solo 12 ore e poi, la notte, venga sostituito con un’ambulanza medicalizzata, i due moduli per la raccolta di firme prendono strade diverse. Quello del comitato spontaneo, una volta raccolte le firme, sarà inviato all’attenzione dell’Azienda Sanitaria Locale al fine di scongiurare una delibera attuativa del DCA 257 del 2017 da parte del Direttore Generale Giorgio Casati: “E’ chiaro – hanno spiegato i responsabili del comitato sottolineando come non ci sia incompatibilità qualora i cittadini di Sezze sostenessero entrambe le battaglie firmando tutti e due i moduli – che se il Direttore Generale dovesse comunque procedere a deliberarne la chiusura, ci troveremmo costretti ad impugnare la delibera al TAR Lazio”. Diverso il principio inspiratore della Lega, che ha iniziato a raccogliere firme a sostegno della mozione che il consigliere Angelo Tripodi intende presentare all’attenzione del presidente Zingaretti e del consiglio alla Pisana. Una volta raccolte, le firme saranno consegnate proprio agli esponenti politici, che molto probabilmente le indirizzeranno anche al Ministro della Sanità Giulia Grillo. Non è escluso, comunque, che alla fine saranno i numeri a fare la differenza, su qualsiasi modello si trovino le firme dei cittadini del comprensorio.