Aprilia, storie di fiori e di eroi” – Arte e tradizioni dal mito alle modernità andrà in scena la mattina del 5 maggio 2018 dalle ore 9.30 presso il Mercato Coperto di Aprilia.

Ideato e organizzato dalle associazioni culturali L’Arco di Aprilia e Liberi Cantores si avvale della preziosa collaborazione di altre compagini quali Mikibù, Volontariato Infiorata Città di Aprilia, Assinarch, Lo Scrigno, CAI, Mestieri e Tradizioni, Radici con le Ali, Radici di Carroceto, e altre che saranno reclutate in base alle esigenze di un copione che vede come protagonista la città e i suoi abitanti originari con i loro dialetti, con i loro costumi e le loro tradizioni.

Da queste radici affondate nel terreno sociale e culturale, fertile e florido, le associazioni  culturali presentano il loro progetto ai giovani  affinché si sentano parte integrante della comunità.

Un evento unico che vede come attori protagonisti le tante associazioni  in un giorno di regolare attività commerciale per il Mercato Coperto, primo centro di riunione laico dei pionieri pontini dove nasceva il confronto e lo scambio culturale.

La vita davanti, incipit della manifestazione, titola l’ultimo capitolo del libro di Pasqualino Nuti che ricorda ancora bene quando Aprilia era una città di fiori: le sue vie originarie portano infatti nomi come Via delle Margherite, Via degli Oleandri, Largo delle Rose, e altri ancora.

Del resto la quarta “città nuova” era un piccola oasi nell’immensa distesa di terra più o meno acquitrinosa, governata dalla famigerata zanzara anofele. Un territorio che ospitava tuttavia una grande storia mitologica, quasi sconosciuta ai più, ma di grande fascino e bellezza.

Dopo la Battaglia di Aprilia a temine del Secondo Conflitto Mondiale, la cosiddetta The Factory, Aprilia risorgeva grazie alla volontà e al lavoro dei superstiti e dei profughi rientrati che hanno ricostruito il loro territorio dotandolo di grandi potenzialità di sviluppo socio-economico.

Tra la fine degli anni ’70 e per almeno un ventennio purtroppo il discutibile gusto di costruttori e politici e i continui e incontrollati insediamenti hanno dissacrato l’originaria vocazione e bellezza della città che il progetto delle associazioni tende a restaurare, almeno nella memoria.

La vita davanti è Aprilia, città dei fiori e di eroi.

Antonia Rizzo